ANNO 16 n° 275
L'Usb: ''Viterbo č la cittā della precarietā e degli infortuni''
L'Unione sindacale di base critica sui dati del pil, lancia il grido d'allarme su sfruttamento e precarietā
16/01/2023 - 07:42

VITERBO - ''Agricoltura, commercio e turismo, potrebbero essere il volano della città, invece sono il buco nero dello sfruttamento e dell’instabilità dei lavoratori''. Il grido d'allarme arriva dall'Unione sindacale di base.

''Apprezziamo i toni ottimisti, letti sulla stampa, riguardo la ripresa dell’economia viterbese con un aumento importante del fatturato per le aziende, specialmente nei settori del terziario - prosegue l'Usb - Eppure la città risulta impoverita, la maggior parte degli abitanti si trasferirebbe senza dubbi in un’altra località. I dati, tanto declamati, infatti non leggono la realtà dei lavoratori e di chi la città la vive davvero''.

L'Usb ricorda che ''nel 2021, in base ai rilevamenti di UnionCamere, studio Excelsior, su un totale di 11 mila assunti, 7.270 sono a tempo determinato e 720 addirittura a chiamata. I settori particolarmente esposti sono quelli del commercio, dell’agricoltura e i lavori, considerati a bassa qualifica, come pulizie, mense e cura della persona.

Chi opera in questi settori è costretto a sottostare al volere dei datori, lasciati liberi di decidere in deroga a norme e contratti''.

''In agricoltura - prosegue l'Usb - che occupa tutta la zona a sud della Cassia, vige un latifondo, in cui gli operai, in prevalenza stranieri vengono costretti ad operare fino a 13 ore al giorno rispetto alle sei e mezza consentite. Non esistono pause, malattie o infortuni. Come sembrano indirizzarsi le recenti indagini dei carabinieri.

Nel commercio che invece invade l’area a nord sono i grandi marchi a fare le leggi, fra turni spezzati, inquadramenti sbagliati e assunzioni fittizie tramite agenzie interinali o contratti a chiamata di pochi mesi.

Il risultato più evidente di questo strapotere sono le condizioni di sicurezza dei lavoratori, in un anno gli infortuni totali sono aumentati del 135%, sfiorando nel 2022 i 2500, rispetto ai 1385 del 2021 (open data Inail). Facciamo riferimento unicamente a quelli denunciati, un 30% rimane sempre nell’ombra''.

Secondo l'Unione sindacale di base ''questa divisione della città, senza controlli e senza concorrenza, permette alle aziende di fare e disfare a proprio piacimento.

Una divisione del territorio a vantaggio di pochi costruttori e imprenditori. Forze politiche e civiche devono schierarsi al fianco dei lavoratori, denunciare quanto visibilmente accade e prendere una posizione netta di contrasto''.

L'Usb esorta ''istituzioni ed enti a rendere pubbliche ed accessibili graduatorie e dati, permettendo a tutti di visionare la situazione reale dell’occupazione nel viterbese''






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