


VITERBO - Trovare lavoro prima, guadagnare di più e studiare in un ambiente dove il rapporto con i professori funziona davvero. È questa la fotografia dell'Università della Tuscia scattata dall'ultimo Rapporto AlmaLaurea, l'indagine annuale che misura l'efficacia degli atenei italiani. I dati, basati sulle risposte di oltre 1.400 laureati di Viterbo, mostrano come la Tuscia superi la media del Lazio quasi in ogni settore.
A un anno dalla laurea triennale, l'83,3% dei dottori della Tuscia ha già un impiego, contro l'81% della media regionale. Non solo si lavora di più, ma si guadagna anche meglio: la busta paga netta a Viterbo è in media di 1.551 euro, circa 56 euro in più rispetto al resto del Lazio. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione scende all'8,4% (nella regione è al 9,3%).
Questo sprint nel mondo del lavoro nasce durante gli anni di studio. Alla Tuscia ben il 61,9% degli studenti svolge tirocini pratici durante il corso (nel Lazio la media si ferma al 48,5%). Inoltre, gli studenti finiscono le lezioni in tempo (il 60,7% si laurea 'in corso') e con voti alti: la media a Viterbo è di 105 su 110, contro il 104,1 laziale.
I ragazzi premiano l'ateneo con voti altissimi:
Il 93,5% è soddisfatto del rapporto con i docenti.
Il 92,2% promuove a pieni voti l'intera esperienza universitaria.
Il 74,8% degli iscritti sceglierebbe di nuovo la Tuscia e lo stesso corso di studi.
La Tuscia si conferma anche un'università inclusiva e un ascensore sociale: il 70,9% dei laureati è di 'prima generazione', ossia proviene da famiglie in cui i genitori non hanno un titolo universitario. L'ateneo riesce a garantire a tutti le stesse opportunità, tanto che i voti finali tra chi ha genitori laureati e chi no sono praticamente identici. Ottimi segnali arrivano anche dall'estero: nei corsi magistrali, gli studenti stranieri sono il 17,5% (contro il 14% della media del Lazio).
Se per le lauree triennali Viterbo è un'eccellenza assoluta, sulle lauree magistrali (i due anni successivi) soffre ancora la forte concorrenza dei grandi atenei di Roma nei primi mesi dopo il titolo. Tuttavia, sulla distanza di 5 anni il divario si azzera: il tasso di occupazione per chi ha la magistrale alla Tuscia vola al 92,1% con stipendi medi di 1.709 euro. A trainare il settore è soprattutto l'area agrario-forestale e veterinaria, dove lavora il 92,6% dei laureati a tre anni dal titolo.
La Rettrice dell'Università della Tuscia, Tiziana Laureti, ha espresso grande orgoglio per questi risultati: «I dati certificano lo straordinario valore del nostro modello formativo. Il fatto che i nostri laureati trovino lavoro più rapidamente e con stipendi superiori alla media regionale dimostra un dialogo efficace con il mondo delle imprese. Questa indagine ci dà anche spunti preziosi su dove migliorare, come il potenziamento dei servizi di inserimento professionale per i corsi magistrali».