

di Silvia Cannucciari
VITERBO - Tempo di crisi, tempo di ristrettezze economiche, ma l’Università degli Studi della Tuscia regge il colpo: a livello nazionale, infatti, su settanta atenei, si piazza al quarto posto fra quelli che hanno subito i minori tagli. Ad annunciarlo è il rettore Marco Mancini che ha sottolineato come a differenza di altre università, l’Unitus ha subito un taglio di finanziamenti annuo pari al 7%, contro il 12% della media nazionale, mentre nel 2012 i tagli sono stati dello 0,48% contro il 2% degli altri atenei.
Un altro dato positivo per l’Unitus sono le tasse, che ormai sono ferme da due anni, non subendo ulteriori aumenti, e la qualità dell’offerta formativa proposta, che prevede 15 corsi di laurea (con le new entry giurisprudenza e ingegneria), 14 corsi di laure magistrale, 16 corsi di dottorato, due master di primo livello, uno di secondo livello e una scuola di specializzazione.
Grande impegno anche per la ricerca, a cui sono dedicati il 14% delle risorse interne e il 9% dei fondi esterni, mentre rimane alta l’attenzione per i giovani, con l’assunzioni di nuovi ricercatori, che in totale raggiungono il numero di 139 e rappresentano il 42% del personale docente, che comprende anche 275 dottorandi, 71 assegnisti, 85 ordinari e 106 associati.
“Siamo molto soddisfatti per quanto siamo riusciti a fare – ha commentato il rettore Mancini – nonostante il momento così difficile, infatti, siamo cresciuti, puntando sempre sulla qualità e sulla ricerca, mettendo gli studenti al primo posto e battendoci contro gli sprechi”.