


CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana si è stretta oggi, giovedì 15 gennaio 2026, attorno al ricordo di Genesio Bevilacqua, nel giorno dei suoi funerali celebrati nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Una cerimonia partecipata e intensa per un uomo dedito alla vita sportiva, economica e solidale, lasciando un segno profondo e duraturo.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo schietto, generoso e coerente, capace di parlare poco e fare molto. Un uomo che ha attraversato mondi diversi – lo sport, l’industria, il sociale – mantenendo sempre intatti i propri valori.

Durante la messa, don Alessandro ha sottolineato proprio la sua natura solidale all’interno dello sport e come questa sia stata molto importante per lui.
Genesio Bevilacqua è stato innanzitutto un uomo di passione e determinazione. Nella sua giovinezza il motociclismo rappresentò molto più di un semplice sport: fu una scuola di vita. In un’epoca in cui correre significava coraggio, sacrificio e spirito di avventura, Bevilacqua seppe distinguersi per serietà e rispetto, incarnando i valori più autentici dello sport motoristico. Il motociclismo gli insegnò la disciplina, la capacità di affrontare il rischio e l’importanza del lavoro costante, principi che avrebbero poi guidato tutta la sua esistenza.

Nonostante nella vita si sia affermato e abbia avuto grandi successi, è rimasto attaccato alle sue origini e al territorio. Gli piaceva stare in compagnia e cercava di non lasciare indietro nessuno, anche con gli amici di infanzia quando poteva organizzava cene per stare insieme.

Tra i presenti alla cerimonia molti piloti professionisti come Carlos Checa campione del Mondo Superbike con Althea Racing nel 2011 in sella alla Ducati 1098R, Davide Giugliano vincitore della Superstock 1000 FIM Cup nel 2011, Michael Fabrizio, Danilo Petrucci, Raffaele De Rosa campione del Mondo Superstock Althea con BMW nel 2016, Ricky Russo vicecampione Italiano 2025 Superbike, Leonardo Taccini, Alessandro Zaccone campione nella MotoE, Letizia Marchetti e altri del mondo motociclistico come Ernesto Marinelli, Francesco Cassioli responsabile marketing Vallelunga, Claudio Gregori di Gentlemens Motor Club, Yasuhide Sakamoto della Honda, Emiliano Malagoli e Chiara Valentini della DIDI diversamente disabili.

Conclusa la stagione delle competizioni, Genesio Bevilacqua seppe reinventarsi con lungimiranza nel mondo dell’industria. Con intelligenza pratica e visione imprenditoriale, contribuì allo sviluppo economico del territorio, creando lavoro e opportunità. La sua attività industriale fu sempre caratterizzata da un forte senso di responsabilità sociale: per lui l’impresa non era soltanto produzione e profitto, ma anche rispetto per le persone, attenzione ai lavoratori e legame con la comunità locale.

Accanto allo sport e al lavoro, un posto centrale nella vita di Bevilacqua è stato occupato dalla solidarietà. Lontano dai riflettori, ha sostenuto nel tempo iniziative benefiche, realtà associative e persone in difficoltà, con uno stile discreto ma concreto. Il suo impegno sociale non cercava riconoscimenti, ma rispondeva a una convinzione profonda: restituire alla comunità parte di ciò che la comunità stessa gli aveva dato.
la sua creatività e la sua passione lo hanno spinto a creare il museo Moto dei Miti, uno scrigno di eccellenze e di memoria storica che ha saputo valorizzare la cultura delle due ruote a livello nazionale e internazionale. La sua collezione, frutto di anni di impegno, amore per le moto e rispetto per la storia sportiva, è diventata un luogo di incontro e di ispirazione per appassionati, professionisti e visitatori da tutto il mondo

Oggi Civita Castellana perde una figura di riferimento, ma ne custodisce l’eredità morale. All’uscita della cattedrale lo ha accompagnato per l’ultimo saluto il rombo di due motociclette, una era proprio quella della vittoria del mondiale con l’Althea Racing con Carlos Cecha che dava gas al motore, un momento molto forte della cerimonia funebre. Al termine, il lungo applauso è stato il segno tangibile dell’affetto e della riconoscenza di un’intera comunità verso Genesio Bevilacqua, esempio di come passione, lavoro e solidarietà possano convivere in una sola vita.
