ANNO 16 n° 275
L'ultima pennellata
di Felice Ludovisi
I funerali dell'artista viterbese sono stati celebrati questa mattina alla Trinità
03/04/2012 - 12:13

di Flavia Ludovisi

VITERBO – ''La città oggi piange Felice Ludovisi, illustre poeta dell’arte''. Così ha esordito Monsignor Salvatore Del Ciuco durante l’omelia della cerimonia funebre del noto pittore viterbese, scomparso ieri, 2 aprile, all'età di 95 anni. All’interno della chiesa della Trinità, dove questa mattina sono state celebrate le esequie con un lungo excursus sulla carriera dell’artista, la vetrata che troneggia sopra l'altare della Madonna Liberatrice porta proprio la firma del Ludovisi, ''uomo di fede oltre che d'arte'' - ha ricordato Del Ciuco.

La chiesa questa mattina era gremita di gente, ma non troppo affollata, venuta per salutare il Maestro e non c’erano fiori, come se tutti i colori li avesse voluti portare via con sé. Su esplicita richiesta della famiglia, infatti, più che i fiori erano gradite offerte da devolvere poi in favore dei bambini cardiopatici. Oltre ai familiari e gli amici, era presente una folta rappresentanza del Rotary Club di Viterbo di cui il pittore era membro e, a conclusione della cerinomia funebre, è stata recitata proprio la ''Preghiera del Rotariano'' da un caro amico del pittore.

Ieri, 2 aprile, Felice Ludovisi ha dato la sua ultima pennellata, recitano le carte mortuarie. I familiari, infatti, assicurano che fino all’ultimo il maestro non ha smesso di dipingere. La prima personale, come ricordato anche nell’omelia, risale al 1946 nella Galleria San Marco per arrivare poi alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, alla Mostra d’arte contemporanea italiana di Berna e al Salon d’Automne di Parigi. Le sue opere si trovano in Germania, negli Usa, a Oslo e a Buenos Aires.

I cavalli e i galli erano i soggetti preferiti dell’artista, ma nel suo cuore c’era sempre Viterbo. Tra le sue opere più illustri figurano la Via Crucis e le tre grandi pale d’altare della chiesa del Cristo Risorto di Bomarzo. Dipinse anche le tele del soffitto dell’atrio e della biglietteria del teatro cittadino dell’Unione, dove, nel 2007, venne premiato tra i nove ‘’Viterbesi nel mondo’’. Gli fu conferito nel 1985 anche il titolo di Cavaliere di Gran Croce, onorificenza ricevuta dallo Stato per essersi distinto in ambito internazionale.

Espose , per la prima volta a Viterbo, nel 1968 e la sua città natale, nell’ultimo ventennio, l’ha celebrato con due mostre alla Rocca Albornoz, una nel 1998 dal titolo ‘’Luce e colore di Felice Ludovisi’’ e una nel 2008, organizzata dal Rotary Club, dal titolo ''Il lungo percorso della pittura di Felice Ludovisi, Opere dal 1937 al 2007''.

Certo è che Viterbo ha perso una personalità illustre, ''un professionista'', come l’ha definito l’artista Alessio Paternesi, ''un poeta dell’arte'' come l’hanno ricordato il sindaco Giulio Marini e il presidente della Provincia Marcello Meroi. Certo è anche, però, che il suo ricordo rimarrà sempre vivido nei viterbesi che tanto devono alla sua arte.

Alla famiglia Ludovisi vanno le più sentite condoglianze della redazione di ViterboNews24.

Facebook Twitter Rss