ANNO 16 n° 187
Ludika 1243 chiude tra il successo del pubblico e il degrado del percorso: una vetrina che Viterbo non meritava
L’evento si conferma una delle manifestazioni più belle e coinvolgenti del panorama laziale, ma l’Amministrazione comunale non è stata in grado di consegnare ai viterbesi una città adeguata
06/07/2026 - 02:39

VITERBO – Si è conclusa ieri sera, domenica 5 luglio, l'edizione 2026 di Ludika 1243, la manifestazione organizzata da La Tana degli Orchi che, dal 2 al 5 luglio, ha riportato il Medioevo nel cuore del quartiere di San Pellegrino. Migliaia di visitatori hanno affollato vicoli e piazze, tra cui tanti stranieri, partecipando agli spettacoli, alle rievocazioni storiche, ai giochi di ruolo e all'attesissima battaglia campale tra guelfi e ghibellini, appuntamento simbolo della manifestazione.

Ancora una volta sono stati gli organizzatori, i volontari e i figuranti a dare prova di passione e competenza, trasformando uno dei quartieri medievali più belli d'Europa in un teatro a cielo aperto capace di attirare turisti e appassionati da tutta Italia.

Ma se Ludika ha vinto la sua sfida, lo stesso non si può dire dell'immagine offerta dalla città.

Il percorso della rievocazione tra guelfi e ghibellini, che avrebbe dovuto rappresentare il fiore all'occhiello della manifestazione, è stato accompagnato da uno scenario che con il Medioevo storico aveva ben poco a che vedere: erba alta, rifiuti non raccolti e automobili parcheggiate lungo il tragitto hanno fatto da cornice a uno degli eventi più importanti dell'estate viterbese.

Una situazione che ha suscitato perplessità tra molti partecipanti e visitatori. In una manifestazione che richiama migliaia di persone e gode del patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Viterbo e Comune, era lecito aspettarsi un'attenzione maggiore nella preparazione e nel decoro delle aree interessate.

Il contrasto era evidente. Da una parte dame, cavalieri, giocolieri e artisti impegnati a ricreare fedelmente l'atmosfera del XIII secolo; dall'altra immondizia in vista sulle strade, vegetazione lasciata crescere senza manutenzione e auto che interrompevano l'impatto scenografico della rievocazione. Un'immagine che ha inevitabilmente penalizzato il lavoro di chi, per mesi, ha organizzato ogni dettaglio della manifestazione.

È difficile comprendere come un evento di questa portata non sia stato accompagnato da un piano straordinario di pulizia, sfalcio dell'erba e controllo della sosta. Non si tratta di pretendere l'impossibile, ma di garantire il minimo indispensabile per valorizzare una manifestazione che rappresenta uno dei principali strumenti di promozione turistica della città, perché in queste manifestazioni i dettagli fanno la differenza.

GUARDA IL VIDEO SU FACEBOOK

La responsabilità della riuscita di Ludika appartiene agli organizzatori, che ancora una volta hanno dimostrato capacità e dedizione. All'amministrazione comunale spettava invece il compito di consegnare loro una città all'altezza dell'evento, cosa che non è successa.

È proprio su questo punto che emergono le maggiori criticità. L'amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini non può ignorare il messaggio che arriva da cittadini e visitatori: il patrimonio storico di Viterbo merita di essere valorizzato con interventi concreti, non soltanto celebrato nei comunicati istituzionali o a parole.

Perché mentre i volontari ricostruivano con passione la Viterbo del 1243, la città reale mostrava incuria e trascuratezza. E questa volta il nemico dei guelfi e dei ghibellini non era Federico II, ma il degrado urbano.

Ludika si conferma una delle manifestazioni più belle e coinvolgenti del panorama laziale. Proprio per questo merita una città capace di presentarsi nelle migliori condizioni. Gli applausi sono tutti per chi ha organizzato l'evento; le domande, invece, restano rivolte a Palazzo dei Priori






Facebook Twitter Rss