ANNO 16 n° 274
L'Udc: ''Leali fino in fondo''
Gigli e Santucci all'incontro con Casini tranquillizzano Meroi e Polverini
27/06/2011 - 22:45

di Roldano Cisternino

Non sarà ancora la Balena bianca ma l’Udc, almeno quella vista raccolta a Viterbo intorno a Pierferdinando Casini, comincia ad essere uno di quei pesci che, nella catena alimentare, piuttosto che essere mangiato, sta mangiando altri pesci più piccoli e si sta ingrossando.

Di certo non è una trota. E, tanto per essere subito chiaro, il leader del partito prende di mira proprio la Lega e Bossi che, parole sue, “Con la proposta dello spostamenti dei ministeri al Nord ha certificato il suo fallimento politico”.

Ma i protagonisti veri della manifestazione politica sono stati Rodolfo Gigli e Gianmaria Santucci, i quali, spiazzando probabilmente molti, hanno tranquillizzato sia la Polverini (Gigli) che Meroi (Santucci).

Insomma chi si aspettava che i carboni accesi dal Pdl a Palazzo Gentili fossero ancor più infuocati dall’Udc, si è dovuto ben presto ricredere.

“Siamo alleati leali di Meroi – ha detto infatti Santucci – e lo sosterremo fino in fondo secondo i programmi che abbiamo presentato agli elettori”. Chiarito subito il concetto che la platea attendeva, il commissario provinciale dell’Udc ha quindi parlato del partito. Di un partito, ha aggiunto Santucci – “che non vuole essere solo degli eletti e degli amministratori. Stiamo uscendo dalla riserva indiana – ha quindi spiegato l’assessore provinciale – e credo che in fase congressuale avremo una grande visibilità di idee e di uomini. Uomini che ci raggiungeranno anche da destra e da sinistra”.

L’occhio è andato subito alle prime file dove sedevano Vittorio Pugliesi con altre facce che nella Democrazia cristiana erano di casa, oltre che Marcello Mariani dell’Api di Rutelli e Taglia di Futuro e libertà.

Ma l’occhio non poteva non cadere anche nella prima fila, dove si sono accomodati il sindaco Marini che, invitato, ha salutato Casini e gli esponenti dell’Udc, e l’assessore comunale Daniele Sabatini.

Ma anche sul fronte comunale Gigli è stato molto esplicito: “Ho sentito che molti pensavano che in questo incontro annunciassimo l’ingresso in giunta a Palazzo dei Priori, ma questa eventualità non esiste, non so da dove sia uscita ed è del tutto priva di fondamento. Al contrario continueremo ad essere una forza di opposizione responsabile: critica quando ce ne sarà bisogno e dialogante se ne varrà la pena per la città”.

Quindi la sfera regionale. Dopo essersi soffermato sulla spesa sanitaria fuori controllo, Gigli si è rivolto alla pancia del partito: “L’Udc è stata e sarà leale con i patti sottoscritti con i nostri alleati e coerente con i programmi. Alla governatrice Polverini chiediamo solo che si adoperi perché una forza responsabile come la nostra abbia il massimo rispetto. Certo – ha poi detto Gigli – l’alleanza che abbiamo fatto in Regione è sganciata da altre esperienze sul territorio, e la vicenda nazionale lo sta a dimostrare”. Poi la chiosa che non lascia margini a strade nuove, almeno per ora, sia a La Pisana che a Palazzo Gentili: “Vorrei consigliare e suggerire a tutti – ha scandito Gigli – di sottrarsi ad ogni tentazione di conflittualità e concentrarci sui programmi e sulla buona amministrazione”.

L’annuncio è stato accolto con un sospiro di sollievo dalla platea a cui, evidentemente, avere le mani in pasta, sia in Regione che in Provincia, non dispiace. Magari anche nel senso politico più nobile.

Ma un sospiro di sollievo anche da parte di molti Udc della prima ora, che probabilmente non digeriscono ancora il flusso in entrata, visto spesso più come una minaccia alle proprie posizioni di rendita che non di contributo e crescita.

Con la politica in fibrillazione continua sarà, l’Udc, pronto a proporsi quale polo di attrazione dei delusi di destra e di sinistra? E’ questa la grande incognita del partito alla quale, in provincia, le risposte le dovranno dare principalmente Gigli e Santucci.

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