

di Codadilupo
All’inizio avevano sperato che Marcello Meroi si rivelasse un cunctator, un abile temporeggiatore. Non certo un Quinto Fabio Massimo, il generale romano che sconfisse Annibale, ma quanto potesse bastare a reggere con sufficiente energia il timone di Palazzo Gentili. Invece, passato un quinto di legislatura, Meroi si è rivelato sempre più un “re tentenna”, una moderna edizione del Carlo Alberto di Savoia che Giuseppa Mazzini bollava “l’Amleto della monarchia” e Giosuè Carducci “l’Italo Amleto”. Sta tutto in questa presa d'atto il malessere che ha spinto il gruppo Udc in Provincia ad aprire di fatto una crisi e a chiedere una verifica politico-amministrativa a tutto tondo. Dagli esiti incerti.
Che il malessere si sarebbe prima o poi manifestato in tutta la sua virulenza era chiaro da tempo. “Pavido”, “re travicello”, “prigioniero dei burocrati” sono le definizioni, peraltro non le più cattive, che da mesi vengono affibbiate a Meroi. E non solo dagli esponenti Udc, ma anche da alcuni di quelli che oggi sono corsi ad esprimergli solidarietà, sostegno, lealtà.
Il tappo del malcontento, tenuto a forza fino alle elezioni amministrative, è infine saltato. A fare da propellente ci sono oltre venti appalti già definiti, per un importo vicino a tre milioni di euro, incastrati nei sabbiosi cassetti dei dirigenti che Meroi ha voluto rimettere in sella. La situazione dei precari ancora tutta da risolvere. Il contratto in corso scadrà alla fine di luglio e nessuno sa se potrà essere rinnovato, con quali soldi e per quanto tempo. Molto personale è stato spinto sull’orlo della crisi di nervi. Alcune nomine, decise in totale solitudine, poi, hanno fatto drizzare i capelli in testa anche ad alcuni fedelissimi del presidente.
“Meroi – sibilano in molti – ha voluto accentrare troppo. Ma questo è solo una parte del problema. Il vero guaio è che accentra ma non decide, non fa. E’ tutto in mano ai dirigenti. Anche il lavoro degli assessori più volenterosi, quando arriva all’imbuto dei burocrati, si blocca”.
Come se ne esce? Meroi, gli assessori e i consiglieri Pdl, dopo l’alzata di scudi dell’Udc, si sono affrettati a dirsi disponibili a ogni forma di verifica finalizzata a rafforzare e rilanciare la maggioranza Pdl-Udc. E chiedono “la convocazione del coordinamento provinciale del partito, con la certezza che sapremo proseguire insieme all’Udc verso una positiva sintesi capace di soddisfare nella maniera più giusta ed appropriata le legittime aspirazioni di buon governo dell’amministrazione''. La chiamata in causa del coordinamento del Pdl, però, potrebbe rivelarsi una mossa kamikaze. Le spaccature orizzontali, verticali e trasversali del partito, oltretutto acuite dall’andamento delle amministrative, anziché sanare potrebbero far esplodere la situazione. Meroi, se ci tiene a finire la legislatura, farebbe meglio a gestire in “proprio” la crisi. Ma per farlo ci vuole coraggio. E il coraggio….