

VITERBO - Renzo Lucarini, dirigente di calcio profondo conoscitore del territorio viterbese, è chiaro. “Con il presidente Zarelli abbiamo deciso di proseguire ancora per un mandato il nostro percorso perché in questo difficile momento, far fare un salto nel buio alle società è rischiosissimo. Sarebbe un atto irresponsabile da parte nostra”. Così, il prossimo 9 gennaio il delegato provinciale e consigliere uscente farà ancora parte della squadra che si propone di guidare ancora il Comitato Regionale Lazio nel momento più difficile del calcio dilettantistico.

“Purtroppo, la Pandemia ha spazzato via tutte le certezze e gettato nello sconforto tanti di noi. A pagare un prezzo alto, sono soprattutto i presidenti delle società, che si sono trovati improvvisamente senza calcio e con pochissime risorse. Ma anche calciatori e allenatori stanno soffrendo tantissimo”.
Vi hanno però accusato di immobilismo e di incapacità? “Denigrare è sempre facile, è il gioco più semplice per chi conosce poco gente e situazioni. Il difficile è trovare le soluzioni, le strade da percorrere che non siano impervie e piene di insidie. Bisogna avere consapevolezza di cos'è il calcio dilettanti nel Lazio, e da quello che leggo mi sembra di vederne poca di conoscenza... D'altronde, dice bene il presidente Zarelli, quando parla di una Ferrari, per definire il nostro movimento. E per guidare una macchina così potente bisogna avere le capacità giuste, altrimenti se ne perde il controllo”.
Come si esce da questa situazione? “Facendo gruppo, dando forza al movimento per restare compatto. Non sottovalutiamo il fardello che sta arrivando con la riforma dello sport, che peserà, ancora una volta, soltanto sulle società”.
Qualche presidente del territorio è deluso dal Comitato Regionale... “E questo ci dispiace, eppure siamo sempre stati disponibili al dialogo. Il presidente Zarelli, quando era possibile, ha sempre ricevuto tutti i dirigenti a Roma, oppure nella Delegazione di Viterbo. E vi assicuro che c'è anche chi oggi protesta... Ma forse non è il dialogo quello che si cerca, ma altro”.
Si tornerà a giocare? “Ce lo auguriamo tutti, ma è chiaro che ormai siamo nelle mani del Governo e delle sue decisioni. Noi possiamo indicare una possibile strada, ma per imboccarla ci vuole il via libera delle autorità sanitarie. Nessun altro può prendersi questa libertà. Come solo il Consiglio Federale può decidere di cambiare i format dei campionati..”
Parliamo di soldi... “Abbiamo già stanziato più di un milione di euro di ristoro a favore delle società, ma chi non vuol vedere non vede, purtroppo. Però è bene ricordarlo, le risorse del Comitato non godono di finanziamenti pubblici”.
Nel programma si parla di consulte e commissioni. “Sì, sono gli strumenti che saranno a disposizione delle società per dialogare meglio con il Comitato Regionale, portando avanti proposte e suggerimenti. Avremo anche convenzioni con la Federazione dei Medici Sportivi per aiutare le nostre società ad avere professionisti disposti a collaborare e uffici preposti al dialogo con le istituzioni per accedere a fondi e finanziamenti dello Stato e della Comunità Europea”.