

VITERBO - “Quella di oggi segue le numerose iniziative intraprese dai partiti di opposizione per contrastare l’azione, a dir poco scellerata, di cancellare per sempre 90 mila metri cubi di zona termale alle Zitelle per realizzare una zona residenziale al Barco. No alla delocalizzazione e al cemento che non serve alla città”.
Così i partiti di opposizione a Palazzo dei Priori durante la conferenza stampa che si è svolta nel pomeriggio di ieri. Pd (Ricci), Udc (Barbieri, Tofani) e Sel (Innocenzi), compatti contro la colata di cemento in località Barco e favorevoli, invece, al Polo turistico termale in località “Zitelle”. Dello stesso avviso e presente anche il Fli con il segretario Claudio Taglia.
A quanto sembra, per ragioni legate alla futura costruzione dell’aeroporto, la zona delle Zitelle non potrà più essere la sede del progetto. E l’opposizione, da tempo, ha decisamente sollevato le barricate per sottolineare la propria contrarietà in merito alla necessità che la Itet costruisca nuovi appartamenti in un'altra zona, il Barco, appunto. Una società “rimasta inattiva per molti anni nella realizzazione dell’opera turistico termale della città”.
“Non è possibile delocalizzare la cubatura e cambiare la destinazione d’uso – ha sottolineato Ricci -. Siamo di fronte ad un’ operazione singolare: con questa proposta di trasferimento della cubatura, la società avrà un incremento secco di 10 milioni di euro senza un ritorno per la città”.
“Ci sono anche altri progetti per lo sviluppo termale di Viterbo – aggiunge Barbieri – tra cui quello inerente l’area dell’Oasi. Ma tutto dorme”. L’esistenza del progetto è stato confermato anche da Taglia favorevole all’iter per la realizzazione di progetti su Viterbo città termale iniziato già durante il suo assessorato.
“Non siamo convinti – ha aggiunto Innocenzi – che alle Zitelle ci sia un vincolo che proibisca la costruzione del centro termale. La risorsa mineraria è importante, non siamo riusciti a valorizzarla e si pensa di utilizzare i metri di cubatura edificabili per altri obiettivi. L’amministrazione si rende conto quale impatto ambientale avrebbe la costruzione di 300 appartamenti nella zona Barco? E cosa potrebbe significare per la viabilità della zona?”.
In sostanza non si tratta di un problema tecnico, ma politico: “Qualcuno – spiega Tofani - accampa un diritto acquisito nel tempo e si appella all’edificazione in altre zone. Non sono d’accordo per vari motivi. In particolare perché i 115 mila metri cubi edificabili sono stati previsti dal consiglio comunale nell’area delle Zitelle con un indirizzo preciso: turistico termale e alberghiero. Inoltre i proprietari di quei lotti erano titolari di una concessione mineraria dal ’73. La regione, per la loro inerzia, ha pensato di revocare la concessione. Non hanno, dunque, acquisito nessun diritto”.
Insomma, dopo una serie di attività in direzione dello sviluppo termale che hanno visto impegnata a lungo l’amministrazione. Che riguarda anche la quantità di acque del giacimento acquifero da poter utilizzare secondo uno studio della regione Lazio, “non è accettabile che la cubatura venga ora utilizzata per costruire una zona residenziale”.
“Al sindaco Marini chiediamo tutti un minimo di riflessione – ha concluso Tofani – . Rivolgiamo a lui un appello in vista del consiglio comunale di giovedì 22 marzo: il progetto Itet non può essere presentato e ancora meno approvato”.
Lia Saraca