ANNO 16 n° 274
Los Roques, testimone: «Ho visto precipitare l'aereo di Missoni»
09/01/2013 - 09:38

«Ho visto quell'aereo scendere giù in picchiata verso il mare». A cinque giorni dalla scomparsa del velivolo con a bordo Vittorio Missoni e altri tre italiani spunta un testimone che racconta al Tg1 quanto accaduto all'Islander scomparso venerdì.

SI SAREBBE MANGIATO LA PISTA - William Salazar è un pescatore di Los Roques, che lascia intuire che l'aereo avrebbe cercato un riparo di fortuna: «Era troppo tardi per un atterraggio di fortuna, sia nel caso di guasto che di un malore. L'aereo stava arrivando lungo, si sarebbe mangiato la pista. So che ho visto quella picchiata giù verso il mare». Altri testimoni, nei giorni scorsi, avevano parlato di maltempo, con fulmini e molte nubi. La testimonianza di Salazar, se confermata, opuò fornire agli inquirenti una zona più dettagliata nella quale effettuare le ricerche, alle quali stanno partecipando anche esperti italiani (c'è anche Roberto Lupica, vicedirettore centrale per le emergenze dei Vigili del Fuoco, che si è occupato del terremoto dell'Aquila e delle ricerche sul relitto della nave Costa Concordia): «vicino alla pista di Los Roques, dove c'è la stazione biologica». La Estacion Biologica Marina Dos Mosquises si trova sull'isola Dos Mosquises Sur, a circa un'ora e mezza di barca da Gran Roque, dove si trova l'aeroporto dell'arcipelago. È però dotata di una cortissima pista in asfalto dove atterrano gli aerei che portano i rifornimenti.

ACQUE PROFONDISSIME - Salazar ha quindi acceso la radio e «ha ascoltato tutte quelle chiamate della guardia costiera». Poi si è messo a cercare in mare «all'interno della barriera corallina, mentre i soccorritori - ha detto - sono andati al di là dove le acque sono profondissime». Per ben quattro volte, in quella stessa giornata, ha spiegato il pescatore, si è unito alle ricerche dell'Islander scomparso.

INDAGINI ALLARGATE - Comunque le ricerche sono state estese anche ad alcune spiagge della terraferma venezuelana, nella penisola di Paraguanà. Lo riferisce l'agenzia Ansa citando fonti di Caracas, che riferiscono di squadre inviate alle spiagge di Adicoras e San Roman, a Falcon. Nelle operazioni sono coinvolti circa 500 uomini, finora le ricerche si sono svolte «lungo una superficie pari a 6.882 miglia quadrate», nel corso di «202 ore di ricerche terrestri, 153 ore marittime e 36 aeree».

SATELLITE SPENTO? - Tornando alla mattina dell'incidente, l'ultima comunicazione tra il pilota e la torre risale alle 11.30 del mattino: l'aereo aveva superato le 10 miglia nautiche dall'aeroporto, e non segnalava avarie. Poi il silenzio. Secondo il quotidiano El Universal, il satellite con cui gli aerei comunicano abitualmente la posizione, soprattutto in caso di atterraggio d'emergenza, avrebbe potuto essere spento, in quel momento: dopo la boa di segnalazione potrebbe essere affondata insieme al velivolo, e aver quindi cessato di inviare il segnale lungo la frequenza d'emergenza, 121.5 MHz. Alla scomparsa dell'aereo, in questo caso per un incidente, sarebbe quindi seguita la beffa del cattivo funzionamento degli impianti.

corriere.it






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