ANNO 16 n° 272
L'omicidio di Angelo Gianlorenzo
resterą un mistero
Imputato morto, la Corte di Assise chiude il processo. La vicenda giudiziaria prosegue in sede civile
24/11/2020 - 06:51

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Dopo l’ascolto dei difensori dell’imputato Aldo Sassara, deceduto qualche giorno fa, la Corte di Assise di Viterbo, presidente dr.ssa Mattei, ha pronunciato la pilatesca sentenza di chiusura processo per il combinato disposto degli artt. 150 del c.p. (morte del reo) ed art.531 c.p.p. (dichiarazione estinzione del reato) riservandosi, però, il deposito di motivazioni.

La parola FINE di un processo ormai maturo per la decisione lascia l’amaro in bocca alle parti. Gli avv.tti Scalabrelli e Mazzatosta si aspettavano che il Collegio disponesse ex art. 129, comma 2° del c.p.p., cioè la disposizione che prevede che benchè sia ricorsa una causa di estinzione del reato, ma dagli atti risulta che l’imputato non l’ha commesso, è possibile l’assoluzione dell’imputato ancorchè deceduto Sassara. Altrettanto delusione per la Procura e le parti civili per non aver potuto ottenere la condanna dell’autore di un omicidio.

Il giallo resta.

Proprio un vero noir l’episodio che dette via al processo. Un anziano agricoltore, Angelo Gianlorenzo, viene trovato morto nelle campagna intorno Marta l’antivigilia di Ferragosto di 4 anni fa. Sul corpo, trovato dal figlio, riscontrate ferite ritenute compatibili da aggressione con mezzo contundente.

Ma l’arma del delitto mai trovata.

Subito le indagini portarono frettolosamente ad indicare il Sassara, cognato della vittima, come autore del fatto per le pregresse incomprensioni di carattere economico che li avevano posti in conflitto.

Nel processo, però, nessuna prova è stata data sulla responsabilità del Sassara.

Il processo, ormai fissato oggi (ieri per chi legge) per la decisione finale, è risultato dopo anni di estenuante dibattimento svolto mediante ascolto testi, perizie e quant’altro, basato solo su indizi e presunzioni.

Indubbiamente è mancato al Collegio il coraggio di assolvere l’imputato.

Ma la vicenda giudiziaria Sassara/Gianlorenzo non è finita lunedi 23 novembre 2020, proseguirà infatti in sede civile dove gli eredi del Gianlorenzo chiederanno a quelli del Sassara un risarcimento danni.

Si assisterà al paradosso che un processo penale che si è definito senza indicare un colpevole, spetti al giudice civile monocratico che lo debba scovare e condannare.

Probabilmente, anche dopo tre gradi di giudizio civile, il mistero della morte di Angelo Gianlorenzo resterà.






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