

VETRALLA - E’ proseguito davanti al Collegio presieduto dal Dr.Mautone il processo a carico di un tunisino accusato di maltrattamenti in famiglia.
L’uomo, che per sua cultura vanta “supremazia” sul genere femminile aveva da anni sottoposto sua moglie, anch’essa nordafricana, ad ogni genere di sopruso ed umiliazione. Era persino giunta a negargli ogni capacità, anche quella di fare figli visto che aveva partorito una figlia femmina per non dire del dileggio per la sua forma fisica.
I coniugi, dimoranti a Vetralla, si erano separati. Però, durante il lockdown del marzo scorso l’uomo era tornato a casa e da quel tempo aveva costretto la moglie a dormire per terra ed esercitare atti violenti sulla figlioletta.
La sventurata moglie si rivolse pertanto alle autorità e da questo è scaturito il processo di cui ieri è stata celebrata un’udienza nella quale la essa, come parte offesa, ha raccontato il suo calvario domestico. Il processo è stato aggiornato in fine primavera.