ANNO 16 n° 274
Loacker vince sul monotono con un format progresso e… Rock!
Da cent’anni a questa parte solo cose buone. È anticonformismo?
Elsa
12/09/2024 - 09:06
di Elsa Berardi

VITERBO - La ribellione, linea ideologica e comportamentale in cerca di definizione, sembra aver acquisito un nuovo look con i 100 anni dei prodotti Loacker. Basta skateboard che planano sulle strade, basta schitarrate da esibizionisti, direbbe qualcuno, ma le aziende longeve e orgogliose del loro messaggio preferiscono porre un argine alla monotonia, piuttosto che al modo soggettivo di concepire il contrasto agli schemi.

È Loacker che, nella sua nuova reclame celebrativa del percorso compiuto, decide di accantonare i pomposi festeggiamenti per ricordare una nozione su cui è parecchio ferrata: il buono vero e genuino, la trasparenza di un’immagine e un gusto che rimangono uguali a sé stessi. Certo, il packaging evolve come i consumatori del suo contenuto, ma ciò che conta è il libro avvincente oltre la copertina rossa, di quel colore fiammante che è lo stemma dell’azienda e che continua a tatuare delizia sugli scaffali del supermercato.

In realtà il marchio dei wafer più amati compirà il suo centenario nel prossimo anno, ma intanto ha preferito portarsi avanti, in attesa di una voglia di bontà ancora più diffusa. Nella versione dello spot da 30 secondi, lo speaker sembra annunciare in pompa magna uno stilema del food italiano: la qualità, ovviamente nell’ameno ambiente di montagna in cui nascono i Loacker.

Al centro dell’immagine compare una donna che non sembra lavorare per un’industria, ma vivere ancora a contatto con la natura, mentre alcuni suoi colleghi vengono immortalati con un “red screen” alle spalle, richiamo essenziale alle stesse confezioni.

Di colpo, una di loro dipinge il suo volto… Di puro cioccolato, come una maori che non ha bisogno di danze tribali per destare simpatia in chi desidera uno snack. Loacker, lo dice lo speaker, è buono a modo suo: non si lascia abbindolare dalla comfort zone, ma ha costruito il suo successo sull’averla ignorata, preferendo i sapori autentici alle costrizioni.

“Alle cose fatte così così – continua lo speaker – preferiamo quelle fatte… Così”: è la definizione di “Così” che ci offre Loacker è quella di precisione, cura, dedizione e divertimento, pensieri riassumibili nella costruzione di un totem di wafer! Alle cose finte, o forse forzate, la maori della semplicità preferisce l’odore della vaniglia, a costo di apparire inquadrata (e qui il rimando interno ai fortunatissimi Quadratini al cacao è la… Nocciolina sulla torta).

Un papà e la sua piccola condividono il momento della merenda, buona perché tutto è migliore, più sano, meno sintetico “con uno sforzo in più”. Lo sforzo che nel nostro privato ci aiuta a valicare il nostro guscio, per sorprenderci della vita e dell’inventiva che abbiamo.

Ecco di nuovo le mani fatate che ci regalano i prodotti Loacker, lavoratori che sembrano apprezzare la vocazione del loro mestiere: donare gioia attraverso l’impegno, perché tutti possano capire cosa c’è dietro un famoso dolcetto.

“La bontà è una scelta ribelle” è il payoff finale di questo viaggio inclusivo e rapido: quali riflessioni è in grado di suscitare una simile affermazione? Essere buoni è piegarsi alle tendenze e viverle in modo remissivo o addirittura crearle a partire da guizzi e fatiche? Il buono è chi ama ogni persona che incontra o chi sceglie saggiamente per il proprio benessere, curandosi però di essere compreso?

Il buono è forse la somma di tutti questi lati: non occorre un’anima paradisiaca per trasudare umanità e leggerezza, men che mai per lasciarsi andare a qualche coccola quotidiana. Un insegnamento che il jingle di Loacker, rigorosamente una potente schitarrata, ci tramanda attraverso gli schermi che siamo soliti frequentare.






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