


di Fabio Tornatore

VITERBO - Lo striscione 'remigrazione' esposto a piazzale Gramsci, e ancora non rimosso da nessuno, finisce in Parlamento: interrogazione alla Camera dei Deputati da parte dell'Onorevole Matteo Orfini, del Partito Democratico, indirizzata al Ministro dell'Interno Piantedosi. A solo un paio di mesi da un'altra i interrogazione, quella sull'iscrizione 'Casa dei Balilla' sulla facciata del Liceo intitolato al partigiano Mariano Buratti, Viterbo, e i viterbesi, sono di nuovo chiamati in causa in Transatlantico.

'Le due vicende hanno ognuna una storia specifica' spiega il deputato Matteo Orfini 'I viterbesi si sono giustamente mobilitati, ma non è normale che debbano intervenire i cittadini. in altri casi simili è intervenuta l'Autorita'. L'interrogazione, infatti, riporta due eventi avvenuti in altre città italiane nelle quali sono stati rimossi striscioni che riportavano valori di pace e inclusione, 'mentre qui sono espressi valori di odio e xenofobia' si legge nel testo.
'La Costituzione nasce dalla lotta antifascista' continua Orfini 'proteggerla è dovere di tutti i cittadini, ma le istituzioni dovrebbero impedire che la situazione arrivi fino al punto in cui siamo ora. Dovrebbero intervenire non appena si ravvisa il problema. Ora attendiamo la risposta del Ministro, se ci sarà una risposta'.
“In precedenti episodi, le autorità di pubblica sicurezza sono intervenute direttamente rispetto a messaggi politici esposti su proprietà private o in contesti istituzionali” si legge nell’interrogazione Parlamentare depositata nei giorni scorsi “infatti il 13 maggio 2025, a Putignano, durante il passaggio del Giro d'Italia, personale di polizia è intervenuto presso un'abitazione privata sulla quale era esposta una bandiera palestinese, invitando il proprietario a rimuoverla o ripiegarla; secondo quanto riferito dalla questura di Bari, l'intervento è stato motivato da esigenze di ordine pubblico e il 25 settembre 2026, presso la scuola primaria Daneo di Genova, personale della Polizia di Stato ha rimosso uno striscione recante la frase «Qui nessuno è straniero», esposto nell'ambito di un'iniziativa dedicata alla pace, all'inclusione e ai diritti umani: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali valutazioni di competenza siano state compiute dalla prefettura di Viterbo affinché criteri e direttive regolino gli interventi delle autorità di pubblica sicurezza su striscioni, bandiere e messaggi politici visibili da luoghi pubblici'
'se il Ministro interrogato non ritenga opportuno chiarire i criteri e le motivazioni adottate per le diverse azioni di intervento, per quali motivazioni a Putignano sia stato effettuato un intervento diretto su una proprietà privata e a Genova sia stato rimosso uno striscione scolastico, mentre a Viterbo non risulti analogo intervento della Polizia di Stato, precisando che, a giudizio dell'interrogante, i due striscioni rimossi a Putignano e a Genova esprimevano messaggi di pace e di inclusione mentre quello di Viterbo veicola un messaggio di odio'
'se il Governo intenda verificare, per quanto di competenza, l'uniformità dei criteri applicati dalle forze dell'ordine sul territorio nazionale, garantendo al contempo libertà di espressione, imparzialità amministrativa e tutela contro messaggi discriminatori'.