

VITERBO - Come è possibile che qualcosa di assolutamente vietato a causa di determinate carenze, all’improvviso torni ad essere consentito, senza che nessuno spieghi in che modo nel frattempo si sia posto rimedio a quelle stesse lacune? E’ uno dei ''misteri'' che avvolge al momento lo stato della ferrovia Roma – Civita Castellana - Viterbo.
Si parla in particolare del ripristino dell’incrocio tra treni lungo la tratta alta, quella che va dalla città della ceramica fino alla città dei papi, dove dal primo luglio, per il mancato adeguamento alle nuove normative sulla sicurezza, sono entrate in vigore alcune limitazioni che hanno pesantemente condizionato il servizio con ritardi e corse cancellate. Tra queste, appunto, il divieto per i treni di incrociarsi. Un tipo di manovra che però, dopo un po' di tempo, è tornata di nuovo ad essere consentita. Da qui la domanda: quali interventi sono stati eseguiti per risolvere il problema? Ad esempio, nel caso del mancato rispetto di un segnale, esiste ora un meccanismo che permette l'arresto automatico del treno? E’ ovvio pensare – come sicuramente sarà nei fatti - che ci siano tutte le garanzie del caso.
La questione si è riproposta ieri a Palazzo dei Priori durante una conferenza stampa sul futuro della Roma Nord. L’occasione era la presentazione di una proposta di orario alternativa, elaborata dal giovane appassionato di trasporti Matteo Jarno Santoni. Un piano che coprirebbe i ''buchi'' lasciati vuoti dall'attuale orario invernale (CLICCA QUI), sul quale si sono espressi in materia positiva sia il Comitato pendolari che l’associazione ''TrasportiAmo'', presente all’incontro con il presidente David Nicodemi.
''Al momento sono sette gli incroci ripristinati tra Viterbo e Catalano e quattro tra Catalano e Montebello. – ha spigato Nicodemi - Di recente una rappresentanza sindacale ha posto di nuovo questo interrogativo: come è stato possibile reintrodurli?. Anche i pendolari hanno chiesto chiarimenti, ma non sono mai arrivate risposte''.
Ovviamente, che il servizio non sia gravato da limitazioni è una buona notizia. A patto che sia effettivamente sicuro. Ma il paradosso in tutto questo è un altro: l’orario che prevede gli incroci, a differenza di quanto si potrebbe immaginare, conta un numero di treni inferiore rispetto a un ipotetico orario dove invece gli incroci siano vietati. ‘’Con tutte le limitazioni in vigore, noi come associazione arrivavamo a proporre 58 treni, loro 38''. afferma sempre Nicodemi.
Alla conferenza stampa organizzata in Comune ha partecipato anche il sindaco. Arena ha detto che non lascerà cadere l’attenzione sui problemi della Roma Nord e sui disagi che vivono i pendolari tutti i giorni. ''Stiamo seguendo da vicino la problematica, non ci si può dimenticare dei territori provinciali'', ha detto il sindaco. Mentre l'assessore Allegrini ha parlato di ''carenze gravissime'', a fronte delle quali bisogna fare di tutto per scongiurare il rischio che la ferrovia chiuda. A questo proposito è stata ricordata l'interrogazione parlamentare del deputato Mauro Rotelli per fare chiarezza sugli ultimi sviluppi della vicenda.