ANNO 16 n° 275
Lo sport senza Dicastero č un bicchiere mezzo pieno da decifrare
15/02/2021 - 11:40

di Massimiliano Morelli

 

Siamo passati in pochi giorni da un ministro (dello sport) che in chiusura di sipario del suo mandato affermava di non conoscere lo sport, a un Governo senza ministero (dello sport). Certo, qualcuno guarda il mezzo bicchiere pieno, come per esempio il presidente della federcanoa Luciano Buonfiglio, pronto a sottolineare come possa trattarsi “del segno di una maggior autonomia del Coni”. In controtendenza ci va Giorgia Meloni, secondo la quale “è l’ennesima mortificazione di un settore già messo in ginocchio dalla pandemia”. Alti e bassi. C’è la rabbia di Luca Lotti, ministro dello sport col Governo Gentiloni e c’è chi si accontenta, perché nell’Esecutivo di Mario Draghi c’è comunque Giancarlo Giorgetti, padre della legge di riforma dello sport.

Il rapporto tra Governo, Camere e Coni non è dei più semplici da gestire. Giovanni Malagò, presidente del Coni, ripone “grande fiducia nel presidente Mattarella, che dimostra da sempre una sensibilità fuori dal comune. Conosciamo bene la simpatia di Mario Draghi per il nostro mondo e la sua credibilità. Non possiamo che essere contenti”. A giorni potrebbe comunque esserci la nomina di un sottosegretario con delega. Nel frattempo restano aperte questioni economiche (tra ristori, sostegni, contributi) e politiche, con il decreto sull’autonomia del Coni da convertire in legge. Per ora, chi s’accontenta gode.




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