ANNO 16 n° 273
Lo spettacolo degli
storni sulla cittą
Le immagini di un prodigio della natura che si ripete ad ogni tramonto
21/01/2014 - 00:10

VITERBO – Volano gli uccelli, volano/Nello spazio tra le nuvole/ Con le regole assegnate/A questa parte d'universo/Al nostro sistema solare. Perché quando si parla di uccelli è sempre meglio citare Franco Battiato, piuttosto che l'inquietante – per quanto superbo – Hitchcock, o magari il noiosetto Carducci, quello di “nel vespero migrar”.

Centinaia e centinaia di volatili, eccoli, che volteggiano nel cielo di Viterbo, zona via Garbini, in un tiepido pomeriggio di inverno. Sono storni, animaletti insignificanti o quasi quando sono da soli, e invece imponenti quando volano in gruppo, e in formazione, una marea di ali nere che fendono l'aria, frullano e virano, fino a poggiarsi sui tetti, sui ripetitori per i cellulari, su antenne e riflettori. Poi, ad un ordine impercettibile, ad un richiamo d'istinto, decollano tutti insieme, e ripartono verso destinazione ignota. Volando – dicono gli studiosi – con una particolare disposizione che sfrutta le correnti e alleggerisce l'impatto con l'aria e dunque la fatica.

In questo periodo in Italia ce n'è oltre un milione di coppie, di questo uccello passeriforme venuto a svernare qui dal nord Africa. Scelgono le campagne ma non disdegnano le grandi città, dove molto spesso invece degli alberi trovano manufatti umani comunque comodi per una sosta, un riposino, o anche per passare una nottata. In cambio, portano il loro suggestivo spettacolo riportato in queste foto, ma anche un regalino sgradito, e cioè il guano, che spesso insozza tutto. Qualcuno ha già pensato di dar battaglia a questi animaletti utilizzando dei rapaci: una contraerea tutta naturale, ma che di certo gli storni non gradiscono. Loro preferiscono volare liberi, e disegnare nel cielo il senso della vita e delle stagioni che da sempre regolano le cose su questa piccola palla di roccia chiamata Terra.






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