ANNO 16 n° 272
Lo scisma da papa Francesco parte dall'eremo della Palanzana
La Curia: ''Vicenda posta all’attenzione delle autorità competenti'''
24/01/2024 - 07:48

 

VITERBO - Dall'eremo della Palanzana è partita la 'rivolta religiosa' contro papa Francesco. L'obiettivo, si legge in un reportage di Repubblica è quello di 'costruire una sorta di comunità tradizionalista (Collegium Traditionis) costituita da chierici e religiosi fatti oggetto delle epurazioni bergogliane', insomma un rifugio per coloro che, seguendo la tradizione cattolica (anche facendo la messa in latino) viene di fatto deriso, diffamato e pertanto privato del Ministero. Una piccola grande rivoluzione, capeggiata da monsignor Carlo Maria Viganò, notoriamente avverso ad alcune posizioni prese in passato da papa Francesco e, più di recente, sulla 'benedizione' delle coppie gay, si sta espandendo alle porte della Tuscia.

Viganò, scrive ancora Repubblica, pare abbia 'da tempo imboccato la strada di un vero e proprio scisma di destra' puntando a ricostruire una sorta di rifugio per sacerdoti e religiosi perseguitati da 'vescovi, cardinali e prelati vari, infiltrati in Vaticano e ben determinati a cancellare ogni traccia della vecchia religione e della vecchia messa, sostituendo la tradizione con la religione dell'ecologia, dell'accoglienza del nuovo ordine mondiale'.

Dalle stanze dell'eremo di Sant'Antonio è partita dunque la sfida al santo padre. Don Riccardo Petroni è il responsabile della comunità. Sempre secondo quanto riporta Repubblica, nell'eremo pare risiedano alcuni sacerdoti appartenenti alla fraternità sacerdotale Familia Christi sciolta nel 2019 per eccesso di tradizionalismo. La struttura, non ancora terminata, è oggetto di ristrutturazione per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro.

In questo frangente pare che gli abitanti del posto poco o nulla sanno di questo nuovo insediamento sebbene, per mesi, ci sia stato un viavai di mezzi pesanti al lavoro per la ristrutturazione.

Contrariamente, la diocesi di Viterbo guidata dal vescovo Francesco Piazza intende precisare attraverso una nota che 'la vicenda è stata seguita sebbene il contesto è relativo ad una proprietà privata che fa riferimento ad un'associazione non legata alla Diocesi di Viterbo; i sacerdoti e i religiosi, che in qualche modo sono presenti in questo eremo, non sono incardinati nella Diocesi di Viterbo'.

Dalla curia aggiungono inoltre che 'tutte le questioni relative alle vicende, pregresse e attuali, legate a questo luogo e alle persone che a titolo diverso vi fanno riferimento, sono all’attenzione delle autorità ecclesiastiche e dei dicasteri competenti'.

Infine la raccomandazione: 'La curia della diocesi di Viterbo raccomanda ai fedeli attenta vigilanza affinché nessuno si lasci coinvolgere nelle scelte di chi tende a minare l’unità del corpo ecclesiale. Rinnovando, perciò, l’adesione completa alla persona di Papa Francesco e al suo Magistero, sollecita a camminare nella comunione della Chiesa, che trova nel successore di Pietro “il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità”.'






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