ANNO 16 n° 272
Lo fa arrestare per stalking e poi gli chiede l'amicizia su Facebook
L'uomo, un operaio di Civita Castellana, avrebbe pedinato la vittima solo ''il sabato mattina alle 12,30''. Dopo anni di calvario č stato assolto
24/09/2019 - 06:50

CIVITA CASTELLANA - (b.b.) Ai Carabinieri raccontò di essere pedinata in continuazione, di essere seguita fino al lavoro e sotto casa. Di essere continuamente ingiuriata e minacciata da quell'uomo con cui per tre anni avrebbe avuto una relazione e da cui poi sarebbe stata lasciata per tornare con la moglie.

''Ho intrecciato quella relazione extraconiugale fino al 2013 - ha spiegato l'uomo, un operaio nel settore della ceramica a Civita Castellana, al giudice ieri mattina - poi mi sono accorto di voler ricostruire la mia famiglia e così l'ho lasciata. Mi ha cercato per giorni, settimane, fino a dire di non poter vivere senza di me. Ma sono rimasto fermo nella mia posizione. L'ho lasciata''. 

A quel punto sarebbero scattate le minacce. ''Bene, non vuoi stare con me? - avrebbe detto la donna all'uomo - Adesso sono cazzi tuoi''. E così una denuncia per stalking lo fa finire prima agli arresti domiciliari, poi in tribunale.

Secondo l'accusa, l'imputato dal momento della rottura della loro relazione fino agli inizi del 2018, la avrebbe seguita ovunque fino a renderle la vita impossibile. Ma quando? Solo il sabato mattina, dopo le 12,30, quando l'uomo, tornando da lavoro in fabbrica, avrebbe attraversato la principale via di Civita Castellana per tornare a casa. Proprio la stessa via in cui la donna lavorerebbe co in un chiosco della porchetta. 

''Ci incontravamo del tutto casualmente - ha spiegato l’uomo al giudice – il paese è quello che è. Ho sempre evitato di parlarle e di avvicinarmi visti i nostri precedenti e come ci eravamo lasciati. Dopo l’arresto – ha proseguito – mi ha anche chiesto l’amicizia su Facebook: è ancora lì''.

Due gli episodi cardine della denuncia, che sarebbero avvenuti a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Il primo il 23 dicembre del 2017 quando l’uomo la avrebbe aspettata in piazza Matteotti a bordo della macchina e al suo arrivo se ne sarebbe andato. E l’altro il 29 dicembre, quando l’avrebbe pedinata davanti ad un bar.

''Che io frequento da trent’anni'' ha spiegato l’imputato.

Per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad un anno di reclusione. Il giudice ha accolto la richiesta della difesa: assolto perché il fatto non sussiste.






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