ANNO 16 n° 273
Lo denunciano di estorsione per non pagarlo, a processo per calunnia
03/04/2017 - 14:32

VITERBO – ''Avevano con me un debito che negli anni era arrivato a più di 11 mila euro. Ogni volta che tentavo di farlo saldare trovavano mille scuse e mi rassicuravano dicendo che a breve avrebbero venduto una proprietà in Calabria dal valore di 3 milioni di euro.’’. Una cifra che avrebbe di gran lunga coperto il debito contratto. In confronto, irrisorio. Peccato che quei soldi ad A.P. non siano mai arrivati. Ed è lui stesso, in aula, a spiegare le ragioni che lo hanno condotto in tribunale.

''Filippo L. e Debora B. avevano deciso di aprire una pizzeria a Tarquinia, è in quell’occasione che li ho conosciuti: io ho un ingrosso di latticini e servo molti locali della zona – ha dichiarato l’uomo, classe 1965 – all’inizio tutto andava bene. Era un’attività nuova, era normale che avesse qualche problema di liquidità. Così ho lasciato ai due ragazzi tutto il tempo di cui avevano bisogno.’’.

Ma mentre il tempo passava e gli scarichi erano all’ordine del giorno, il debito contratto dai due, oggi a processo per calunnia, aumentava sempre di più: ''Dal 2010 al 2013 erano arrivati ad accumulare 11 mila euro da saldare’’ ha sottolineato la vittima. ''Poi all’improvviso hanno chiuso e sono spariti, lasciandomi con due assegni da 700 euro, uno dei quali è tornato indietro protestato.’’.

Fino al marzo 2013, quando sono stati proprio i due a chiedere un incontro con A.P., ''Volevano restituirmi i soldi e così ci siamo visti nella zona artigianale di Tarquinia. Al posto dei liquidi, però, ho chiesto che mi facessero un bonifico affinché tutto fosse tracciabile – ha sottolineato - Quando sono tornati dalla banca, erano in compagnia di due carabinieri: mi avevano denunciato per estorsione. Mi volevano incastrare.’’.

Una manovra, la loro, che però, pare non aver funzionato: ora i due ragazzi sono a processo per calunnia. si tornerà in aula il prossimo 18 gennaio.






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