ANNO 16 n° 274
Litiga col cognato e
gli rompe il polso
Dal diverbio nato per un terreno in comune alle mani: condannato
02/07/2016 - 02:01

VITERBO – (b.b.) Dovrà scontare una condanna di 3 mesi (pena sospesa) e versare una provvisionale di 2mila euro, in attesa che venga stabilito, in sede civile, anche il risarcimento danni.

È costata cara a C.D., la litigata con il cognato per un terreno in comune. Non solo ha distrutto la sua serenità famigliare, ma gli è valsa anche una condanna.

Sì, perché dopo i litigi e la voce grossa si è passati alle mani. Da qui, alle stanze del pronto soccorso di Tarquinia, poi in quelle della caserma per sporgere denuncia. E infine nelle aule del tribunale. Dove un cognato avrà anche ottenuto giustizia, ma una famiglia la totale distruzione.

È marzo 2011, fratello e sorella stanno affrontando l’ennesima discussione su come gestire il terreno. Sono in cucina. Dalle altre stanze si percepisce, forte, la tensione, così il marito della donna decide di intervenire, intromettendosi nel confronto. Purtroppo non solo a parole.

Sembrerebbe, infatti ,che l'uomo abbia tirato fuori dal porta pane un coltello affilato, scatenando la reazione improvvisa e violenta del cognato. ''Era solo per intimidirlo e calmarlo'', spiega la parte civile. ''Sì, ma ha trasformato un semplice litigio in una situazione di vero e proprio pericolo'', controbatte la difesa nel tentativo di giustificare la condotta dell'imputato.

Un colpo secco al braccio del cognato e gli rompe il braccio. Per il giudice, non c’è legittima difesa. L’uomo è colpevole e dovrà pagare.






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