

VITERBO - Accadde nel giorno del mercoledi delle Ceneri del 2015 durante lo svolgimento del leggendario “Pranzo del Purgatorio” (manifestazione che da oltre cinque secoli è promossa per beneficenza dall’omonima Confraternita) presso la località di San Magno sul litorale di Gradoli del Lago di Bolsena, quando un cittadino francese, chiaramente attratto dalle storiche usanze del nostro territorio, partecipante al convivio insieme a circa 1500 persone, venne a diverbio con alcuni vicini di tavola che poi sfociò in una scazzottata reciproca con due persone.
Evidentemente, l’abbondante pranzo, rigorosamente di magro, a base di baccalà, sbroscia (la locale tipica zuppa di pesce di lago) e tanto vino dell’alta Tuscia, accese gli animi in seguito ad una discussione probabilmente per futili motivi.
Tutti i partecipanti alla scazzottata commisero la condotta prevista come reato p.e p.dall’art. 588 c.p. Di conseguenza, il cittadino francese e due locali in seguito a reciproche denunce presentate ai Carbinieri vennero tutti tratti a giudizio.
Il francese, però, assistito dall’avv. Maria Cristina Pepe, dapprima solo imputato, si è costituito parte civile nei confronti degli altri correi difesi dagli avv.tti Angelo di Silvio e Raffaello Cirilli, per reclamare i danni morali e fisici subiti.
Ieri, nell’udienza del processo avanti al Tribunale monocratico di Viterbo, giudice dr.ssa Mattei, era prevista la deposizione dei testi del P.M. che dovevano confermare in giudizio quanto da loro dichiarato nelle fasi d’indagine.
Colpo di scena, però. Una signora, che, nella immediatezza dei fatti, aveva reso dichiarazioni di colpevolezza degli imputati nella fase di raccolta sommarie informazioni presso la Stazione Carabinieri, quindi fatti precisi per l’accusa, ha negato di aver riferito quanto dai militari verbalizzato, ma solo firmato il verbale sottopostole. Ha precisato che quel giorno non aveva assistito ad alcuna rissa, perché lontana dal luogo dei fatti. Comunque, per il tempo trascorso non aveva buona memoria.
A domanda del difensore della parte offesa (il francese), del perché non ricordasse proprio nulla, la teste si è giustificata dicendo di essere un po’ “scordarella”,
Sempre questa signora, ha precisato, contrariamente, quanto dapprima affermato ai Carabinieri, di essere il giorno dei fatti lontana dal luogo dove era scoppiata la rissa, pertanto, non aver visto nulla.
Il PM di udienza ha chiesto alla Presidente del Tribunale di inviare gli atti alla Procura della Repubblica per un’indagine circa l’ipotesi di falsa testimonianza.