

VITERBO – Il dodicesimo presidente della Repubblica italiana sarà… l’undicesimo. Già, perché per la prima volta nella storia il capo dello Stato ha ottenuto la rielezione. Giorgio Napolitano resterà al Quirinale in virtù del risultato arrivato dal sesto scrutinio.
L’ultima speranza ha funzionato. Dopo che nei giorni scorsi erano saltate le candidature di Franco Marini e Romano Prodi (entrambi bruciati ed entrambi costretti a ritirarsi) e che il nome di Rodotà non era mai riuscito a decollare, il presidente uscente è stato implorato dai maggiori partiti, Pd e Pdl più Scelta civica, per accettare la ricandidatura. E all’ora di pranzo ha detto di sì. Così il voto di questo pomeriggio è stata una pura formalità, nonostante i grillini siano rimasti fedeli al loro candidato, Rodotà. E lo stesso Grillo accusa gli altri partiti di colpo di Stato, addirittura: l’ex comico ha radunato le sue truppe proprio a piazza Montecitorio per protestare, l’atmosfera è tesa e rischia anche di degenerare.
Napolitano, classe 1925, vede rinnovarsi dunque la carica (lunedì alle 17 il giuramento), e avrà delle belle gatte da pelare, a partire dalla formazione di un nuovo Governo, che a questo punto non è più procrastinabile anche se va trovata la formula giusta (larghe intese? Governo tecnico? Di scopo?). Un nuovo Governo che dovrà subito provvedere alla riforma elettorale e a traghettare il Paese verso nuove elezioni. Forse già in autunno o più probabilmente nei primi mesi del 2014. A quel punto Napolitano potrebbe anche dimettersi e riaprire i giochi per il Quirinale. Se invece dovesse portare a termine il suo secondo incarico ariveremmo al 2020, quando il presidente avrebbe 95 anni.