ANNO 16 n° 271
Lipu e ClientEarth vincono la causa: il Lago di Vico è Zona vulnerabile
La Regione dovrà agire per il contrasto alla distruzione dell'habitat
29/05/2024 - 08:32

RONCIGLIONE - Una sentenza fondamentale, che potrebbe fare scuola in Europa, segnando un punto a favore della tutela dei siti Natura 2000: il 30 aprile il Consiglio di Stato si è pronunciato sull'appello presentato da Lipu e ClientEarth per la salvaguardia del Lago di Vico, in Provincia di Viterbo, accogliendone integralmente le contestazioni e le richieste.

La Regione Lazio e l'Ente Monti Cimini - Riserva naturale Lago di Vico dovranno adesso agire rapidamente, entro sei mesi, adottando le misure necessarie a contrastare la distruzione degli habitat protetti del lago.

Negli ultimi anni, nel Lago di Vico si sono accumulati i nitrati provenienti dal dilavamento dei fertilizzanti (così come di alcuni pesticidi) utilizzati nelle coltivazioni intensive di nocciole, che hanno favorito la proliferazione di alghe rosse: queste ultime tolgono ossigeno all’acqua e la rendono non potabile. Il tutto in un'area protetta, sito della rete Natura 2000 e luogo di importanti presenze naturalistiche.

Il Consiglio di Stato, dopo un percorso iniziato nell’ottobre 2022, ha stabilito che le autorità erano già da tempo a conoscenza del problema. La Regione ha inizialmente risposto all'istanza di denuncia di Lipu e ClientEarth facendo riferimento all'adozione di alcune misure di conservazione in favore della zona. Basandosi su questa risposta, il 3 febbraio 2023 il Tar del Lazio rigetta il ricorso. Lipu e ClientEarth decidono però di impugnare la sentenza, non ritenendo la risposta della Regione sufficiente. Il secondo ricorso si rifà invece alla Direttiva Nitrati. Nel novembre 2023 la Regione aggiorna finalmente il proprio registro delle Zone vulnerabili, inserendo anche l'area del Lago di Vico: queste misure vanno a vantaggio dell’habitat e dei cittadini.

Nella sentenza, non più appellabile, si chiarisce che «secondo il vincolo della Direttiva Habitat, da un lato non è accettabile aspettare che si verifichi un degrado o una perturbazione per adottare tali misure; d'altro lato, se il degrado è già in atto, non basta più solo prevenirlo, ma occorre contrastarlo, per ripristinare lo stato riscontrato al momento della individuazione del sito». La sentenza offre così un importante precedente nazionale sulla portata dell'obbligo delle misure della Direttiva Habitat ed esprime principi utili alla gestione e alla tutela dei siti Natura 2000.

Non solo: Lipu e ClientEarth hanno contestato anche la mancata adozione da parte della Regione Lazio di soluzioni per risolvere il problemadella potabilità delle acque e per ridurre i livelli nocivi di nitrati, ottenendo due ulteriori successi. Alla Regione è stato infatti ordinato di impegnarsi a migliorare la qualità dell'acqua e creare una Zona Vulnerabile ai Nitrati.

Il Lago di Vico è uno specchio d'acqua di origine vulcanica e ha un solo emissario, di origine artificiale. Per questo motivo, il rinnovo delle acque avviene con tempi molto lunghi: questo rende l'intero bacino caratterizzato da un'elevata sensibilità ambientale. Il Lago di Vico per la biodiversità non si ferma solo agli habitat, ma riguarda anche le specie di uccelli che ospitano. Proprio per la sua importanza per gli uccelli, il Lago di Vico è stato designato anche come Zona di Protezione Speciale.

Questo bacino idrico, che sta pian piano morendo, può insomma rinascere, assieme alla speranza che le normative di protezione ambientali siano rispettate ed applicate davvero. Sarebbe un beneficio per chiunque.






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