ANNO 16 n° 272
L'invasione delle cimici asiatiche alle porte
Ecco quali sono le contromosse della Tuscia
Andrea
18/08/2024 - 06:10
di Andrea Farronato

 

VITERBO - Con l'avvicinarsi di settembre, ritorna la minaccia costituita dalle cimici asiatiche (Halyomorpha halys). Le cimici, che si sono riprodotte durante l'estate, raggiungono il picco di attività proprio tra settembre e ottobre. Gli adulti, che emergono da una sorta di “letargo” in primavera, iniziano a riprodursi, dando vita a nuove generazioni che per crescere attaccheranno le colture, per poi cercare riparo per l'inverno.

Le cimici asiatiche sono giunte nel nostro paese nel 2017, ma all’inizio non costituivano un problema così rilevante. L’anno spartiacque è stato il 2023, quando queste infestazioni hanno causato gravi danni alle colture viterbesi, specialmente nei noccioleti. Le perdite sono state ingenti, sia in termini di quantità che di qualità dei raccolti. La presenza massiccia delle cimici ha ridotto drasticamente la produzione e la commerciabilità dei frutti, danneggiati da punture che provocano deformazioni, macchie e, nel caso delle nocciole, marcio occulto.

Quest'anno, con l'arrivo del periodo autunnale, gli agricoltori si troveranno nuovamente ad affrontare questo problema. Tuttavia, è pronta la contromossa, la lotta biologica attraverso la vespa samurai (Trissolcus japonicus). In diverse regioni d'Italia, compreso il Lazio, sono stati effettuati lanci mirati di questo parassitoide naturale della cimice asiatica. Nel viterbese sono stati individuati 17 siti di rilascio, nei quali saranno liberate 100 esemplari femmine e 10 maschi di vespa samurai per ogni sito, per contenere le popolazioni di cimici e ridurre l’uso dei pesticidi.

 

 

I risultati osservati in altre regioni, come Piemonte e Friuli Venezia Giulia, dove la vespa è stata introdotta alcuni anni fa, sono promettenti. In Piemonte, dove i lanci sono iniziati nel 2020, si è osservata una progressiva riduzione delle popolazioni di cimice asiatica grazie alla parassitizzazione delle uova. Sebbene non si possa ancora parlare di un controllo totale delle infestazioni, si registra una diminuzione delle popolazioni di cimice asiatica. Ci vorrà del tempo perché la vespa samurai si diffonda al punto da garantire una protezione efficace, ma la strada intrapresa sembra essere quella giusta.






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