ANNO 16 n° 273
L'intervento del colonnello Alfonso Amaturo
26/06/2012 - 14:44

VITERBO - La lotta all’evasione fiscale; il contrasto a tutte le forme di criminalità economica e finanziaria; il concorso al mantenimento della sicurezza del Paese. Queste, le principali “direttrici strategiche”, su cui è stata indirizzata l’attività della Guardia di finanza tra il 2011 e i primi cinque mesi del 2012. E i risultati sono stati eccellenti.

Ad illustrarli, il colonnello Alfonso Amaturo durante la cerimonia di ieri mattina. “I successi ottenuti costituiscono la prova che il coordinamento tra le forze di polizia produce ottimi risultati”, ha spiegato Amaturo, ringraziando il prefetto Antonello Scolamiero per “la sapiente e costante guida” ed esprimendo stima nei confronti del “colonnello Gianluca dell’Agnello e del questore Gianfranco Urti”. Il comandante provinciale delle Fiamme gialle ha poi rivolto un pensiero alle famiglie che “spesso patiscono i disagi e le difficoltà del nostro lavoro. Ad esse va il mio ringraziamento e l’esortazione a non farci mancare mai il prezioso sostegno, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

Ed è al termine del suo intervento che Amaturo ha sintetizzato in un principio-guida la filosofia di riferimento dei suoi uomini. “Concludo con la certezza che la legalità conviene e l’illegalità si paga”, ha detto. “E con l’impegno che l’azione della Guardia di finanza continuerà anche nel 2012 per perseguire ogni forma di illegalità che pregiudichi la sicurezza e la serena convivenza delle nostre comunità; per questo esorto voi ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri, ad essere intransigenti con i forti e comprensivi con i deboli. Il mio auspicio per tutte le fiamme gialle – ha concluso Amaturo – è il raggiungimento di risultati sempre più lusinghieri. Viva la Guardia di finanza. Viva l’Italia”.

Di seguito pubblichiamo l'intervento integrale del comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Alfonso Amaturo.

Autorità, gentili e graditi ospiti, la Guardia di finanza celebra oggi il suo 238° anniversario dalla fondazione.

Era il lontano ottobre del 1774 quando il re Vittorio Amedeo III, nell’ambito della più ampia riforma dell’esercito sardo, costituì la “Legione truppe leggere”. Fu il primo esempio in Italia di un corpo speciale istituito ed ordinato appositamente per il servizio di vigilanza finanziaria sui confini e per la difesa militare delle frontiere.

Da quel lontano autunno di fine ‘700 gli eventi della storia, che così tanto hanno inciso sulla vita del nostro Paese, hanno apportato profonde trasformazioni anche nella vita del corpo che si è trovato ad operare gradualmente dalla tutela dei confini patri sino a confrontarsi, oggi, con un mondo globalizzato ove i confini materiali perdono senso e si dematerializzano divenendo a- spaziali ed a- temporali.

La Guardia di finanza ha, pertanto, dovuto e saputo adattare il suo quotidiano operare ai complessi e mutevoli scenari di riferimento. Oggi è una polizia economico-finanzaria ad ordinamento militare che rappresenta un unicum nel contesto nazionale ed internazionale e per ciò stesso prezioso strumento, oltreché per il nostro paese anche per le istituzioni europee ed internazionali.

Con la direttiva per l’anno 2012 del signor ministro dell’Economia e delle finanze è stato richiesto alla Guardia di finanza di concentrare, prioritariamente, la propria azione nei confronti di quei fenomeni maggiormente lesivi ed allarmanti. Sono quei fenomeni che vanno dalle frodi alla spesa pubblica all’evasione fiscale, dal lavoro sommerso alla lotta alla criminalità organizzata, dal riciclaggio all’abusivismo finanziario, dalle truffe in danno dei risparmiatori e dei consumatori alla contraffazione.

Tutti espressione di un’unica minaccia alla stabilità ed alla civile convivenza del nostro paese. Ed è proprio per tali ragioni che per il loro contrasto assume particolare rilevanza l’azione del corpo che può far leva sulle molteplici potestà attribuite e soprattutto sulle poliedriche professionalità maturate sul campo.

In siffatto quadro l’attività svolta dai reparti del comando provinciale di Viterbo è stata sviluppata lungo tre direttrici strategiche quali: la lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, con particolare attenzione ai soggetti che presentano maggiori indici di rischio; il contrasto a tutte le forme di criminalità economica e finanziaria, che danneggiano l’economia e minano la sana concorrenza; il concorso al mantenimento della sicurezza interna ed esterna del paese.

Tra il 2011 e questi primi mesi del 2012 l’attività svolta dai reparti del Comando provinciale di Viterbo è stata intensa e di rilievo.

Sono state eseguite oltre 1500 verifiche fiscali con la segnalazione di imponibili sottratti al fisco per circa 130 milioni di euro. 86 sono state le persone denunziate all’autorità giudiziaria per violazioni fiscali penalmente rilevanti.

Sono stati scoperti 90 tra evasori totali e paratotali, soggetti completamente sconosciuti al fisco o che, seppur noti, hanno omesso per diverse annualità il pagamento delle imposte.

Nel settore delle ricevute e scontrini fiscali sono stati eseguiti oltre 8mila controlli sia nei confronti di clienti ed esercenti.

Nell’attività a tutela del mercato dei capitali, dei beni e dei servizi, sono stati svolti numerosi controlli sulle operazioni sospette, che hanno portato alla scoperta di violazioni per oltre 5 milioni di euro. Significativa, in proposito, la recente operazione “Million dollar” che ha consentito il sequestro di titoli di stato americani di dubbia provenienza per un valore nominale di 1,5 miliardi di dollari.

Nell’ambito dell’attività a tutela dei marchi e sicurezza dei prodotti, la cui illecita produzione e commercializzazione provoca considerevoli effetti distorsivi nel sistema economico finanziario, sono stati sequestrati complessivamente oltre 15mila pezzi, con la denuncia di 40 persone.

Il contrasto al fenomeno del lavoro “nero” ha consentito la scoperta di 50 tra lavoratori non assunti e persone irregolari, favorendone la successiva regolarizzazione.

Nell’ambito del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti sono stati svolti servizi di prevenzione e repressione anche nelle scuole e tra i giovani, ove maggiormente attecchisce questa piaga sociale. Sono stati sequestrati 3 chili di sostanze stupefacenti di vario tipo e sono stati denunciati all’autorità giudiziaria 90 soggetti, di cui 16 in stato di arresto.

A questi dati vanno ad aggiungersi i recenti arresti operati congiuntamente ed in perfetta sinergia con l’arma dei carabinieri nell’ambito dell’operazone “Vito”, che ha consentito l’assicurazione alla giustizia di ben 33 soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti.

È la riprova che il coordinamento tra le forze di polizia produce ottimi risultati. Risultati frutto anche di una sapiente e costante guida del signor Prefetto di Viterbo, dottoressa Antonella Scolamiero a cui va il mio ringraziamento per quanto fa per le forze di polizia. Ed in questa occasione mi sia consentito, altresì, rimarcare la perfetta unità d’intenti con tutte le forze di polizia della provincia ed, in particolare, con la polizia di stato e l’arma dei carabinieri, ai cui responsabili, il signor questore, dottor Gianfranco Urti, e il comandante provinciale dell’arma dei carabinieri colonnello Gianluca Dell’Agnello, voglio esprimere il mio sincero apprezzamento.

Altrettanto significativi sono poi stati i servizi in materia di sperpero di denaro pubblico che hanno consentito la segnalazione di un danno erariale complessivo di oltre 12 milioni di euro e con la segnalazione alla magistratura contabile per l’avvio dell’azione risarcitoria di 47 persone, di cui 3 in stato di arresto.

A tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica l’impegno profuso è sempre costante e trova la sua palese espressione nel controllo del territorio, svolto diuturnamente dalle pattuglie del servizio 117. Sono state impiegate oltre 2.400 pattuglie per complessive 32.000 ore di controllo economico del territorio.

Di particolare rilevanza è stata l’attività del numero di pubblica utilità 117. Sono pervenute oltre 7mila chiamate tra segnalazioni di comportamenti scorretti, richieste di assistenza e vere e proprie richieste di aiuto. Si tratta di uno strumento efficace che consente al corpo di essere maggiormente vicino ai cittadini che si fanno parte attiva di quella che si può definire “sicurezza economico-finanziaria partecipata”.

Sullo specchio acqueo del lago di Bolsena l’unità navale del corpo ha svolto una preziosa attività di prevenzione e soccorso. Sono stati controllati oltre 240 natanti, con numerose violazioni in materia di polizia marittima e sono stati portati i soccorsi a diverse imbarcazioni in difficoltà anche in condizioni metereologiche avverse.

È questo, in estrema sintesi, il bilancio di questi mesi di impegno di una istituzione che, da sempre, opera al servizio del paese e della collettività.

Questi risultati sono stati possibili grazie alla professionalità ed allo spirito di sacrificio che è stato profuso dai voi finanzieri, di ogni ordine e grado, del comando provinciale di Viterbo. E di tale impegno ve ne va dato atto, avvertendo fortemente l’orgoglio e l’onore di essere il vostro comandante.

Sono consapevole che i risultati raggiunti sono stati possibili anche grazie al sostegno di tutte le autorità. Prima fra tutte l’Autorità giudiziaria, alla quale confermo leale e fattiva collaborazione, ed a tutte le altre istituzioni. Un sentito ringraziamento va alla gente che ci sostiene e ci esorta nel nostro lavoro, talvolta incompreso soprattutto in questo difficile momento per tutto il paese.

Mi sia consentito un pensiero per le nostre famiglie che, spesso, patiscono i disagi e le difficoltà del nostro lavoro. Ad esse va il mio ringraziamento e l’esortazione a non farci mancare mai il loro prezioso sostegno, soprattutto nei momenti di difficoltà.

Concludo con una certezza ed un impegno.

Con la certezza che la legalità conviene. L’illegalità si paga!

E con l’impegno che l’azione della guardia di finanza continuerà anche nel 2012 per perseguire ogni forma di illegalità che pregiudichi la sicurezza e la serena convivenza delle nostre comunità, esortando voi, ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri, ad essere intransigenti con i forti e comprensivi con i deboli.

È con questi sentimenti che ringrazio tutti per essere intervenuti ed auspico per tutte le fiamme gialle ulteriori e sempre più lusinghieri successi. Viva la Guardia di Finanza. Viva l’Italia

 

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