



CIVITA CASTELLANA - L'imprenditore civitonico Augusto Ciarrocchi è stato designato dal consiglio generale di Confindustria Ceramica presidente dell'associazione per il biennio 2024 – 2026. La notizia è stata diffusa in una nota dall'organizzazione stessa in seguito alla consultazione della commissione di designazione con le imprese associate, e si è diffusa velocemente nella città della ceramica, dove l'imprenditore amministra la ceramica Flaminia. A rappresentare la categoria sarà dunque un imprenditore della ceramica sanitaria che succede a Giovanni Savorani. Dal 2018 Ciarrocchi ne ha ricoperto la carica da vicepresidente.
La sua carriera imprenditoriale inizia 1986 quando entra nel consiglio di amministrazione di Ceramica Flaminia. Da li la sua attività è stata consacrata al settore della ceramica sanitaria.
Presidente, quaranta anni di attività passati in fabbrica e numerose pubblicazioni che raccontano la storia centenaria della ceramica locale. Lei, come tantissime famiglie civitoniche ha dedicato la sua carriera allo sviluppo di questo settore…
Possiamo dire di sì, allo stesso modo di moltissimi civitonici. Quando in una cittadina come Civita Castellana si susseguono molte generazioni impegnate nella lavorazione della ceramica, è normale che questa nobile materia entri in circolo.
Prima a Civita si facevano i 'cessi', oggi siamo leader mondiali nel settore arredobagno. Come è stata questa evoluzione?
La produzione dei sanitari nel distretto civitonico è cambiata quando, alla fine degli anni novanta, si è capito che non si poteva andare più avanti proponendo al mercato prodotti economici che si rifacevano a quelli realizzati dai maggiori produttori italiani ed esteri. Si è innalzata la qualità del prodotto e si è investito sul design con forme innovative che hanno trovato il favore del mercato. Non si è più smesso di innovare e ciò ha consentito alle aziende locali di collocarsi ai vertici del mercato, non per i fatturati ma per lo stile.
Visione, idea, resilienza. Come deve essere l'imprenditore del domani?
Non mi sento capace di rispondere a questa domanda, ma ritengo che provare a guardare più in là del naso e lanciarsi in nuove sfide produttive può dare ancora i suoi frutti.
Prima il covid poi l'instabilità geo-politica internazionale hanno inferto un duro colpo alle aziende del distretto. L'export ha registrato un -12,7% nel 2023. Secondo lei quando è prevista una ripresa del mercato con segno positivo?
Speriamo presto. Ci sono alcuni fattori di blocco che, se rimossi, potrebbero far riprendere il mercato. La risoluzione dei conflitti in atto e la discesa dei tassi d’interesse sono due di questi.
A poco meno di un mese ci saranno le elezioni per il conferimento della carica da presidente. Lei entrerà in una fase molto delicata in cui si sta lavorando per il rinnovo del contratto nazionale. Pensa che durante il suo mandato si arriverà a sottoscrivere il nuovo Ccnl per migliorare la vita dei lavoratori della ceramica?
Penso proprio di sì. Si deve soltanto trovare il giusto equilibrio tra le due posizioni, che poche settimane fa sembravano vicine.
Questo ultimo anno è stato molto importante per i lavoratori in quanto, dopo lunghe battaglie, si è riusciti ad ottenere il riconoscimento del ceramista come lavoro usurante.
Come già ho detto in altre occasioni, lavorare nell’industria ceramica dei sanitari non è facile per chi ha alle spalle più di 40 anni di carriera, pertanto ogni misura che possa anticipare la pensione è bene accetta.
Come vede il futuro del distretto ceramico in tema di sostenibilità?
Già prima che la parola “sostenibilità” entrasse prepotentemente nelle nostre vite, nel distretto di Civita Castellana molte aziende potevano dirsi sostenibili, sia per la governance che per le ricadute sulla società locale, ma soprattutto per l’ambiente, che è stato rispettato. Ad esempio, il concetto di circolarità è diventato patrimonio comune e, nello specifico, la maggior parte degli scarti di lavorazione da molti anni vengono riutilizzati come materie prime seconde nell’industria ceramica e in altri settori industriali.