ANNO 16 n° 274
L'importanza della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte
'E' indispensabile ripristinare questa linea per dare una dimensione europea all'Interporto di Civitavecchia'
05/07/2011 - 11:26

'L'economia, lo sanno tutti- dichiarano Gabriele Pillon, Raimondo Chiricozzi, Giacomo Traini e Ennio La Malfa-, viaggia come un Eurostar: la ricchezza o la decadenza di una nazione sono in funzione della rapidità con cui ci si adegua alle condizioni sempre mutevoli dei mercati. Questo, a maggior ragione, vale per l'Alto Lazio'.

 Nel caso dell’Interporto Centro Italia di Orte, vero volano dello sviluppo dell'Italia centrale, sta arrivando il momento della sua entrata a regime. Ma se l'economia richiede, come detto, scelte e decisioni rapide, la politica sembra arrancare come un vecchia locomotiva a vapore.

'Avremo fra pochi mesi un Interporto funzionante, ma le merci che arriveranno dall'Europa, come verranno smistate al porto di Civitavecchia ? Quale funzione potrai mai avere un importante centro di smistamento se manca la possibilità dell'intermobilità via mare?'

 Gli operatori economici, come la SOCOFER, o i rappresentanti del distretto industriale civitonico, nel recente convegno di presentazione del centro merci, tenutosi a Viterbo, hanno sottolineato la necessità di riaprire immediatamente la ferrovia Civitavecchia – Capranica – Orte, per dare una dimensione europea all’Interporto, che altrimenti non avrebbe gambe per competere con gli altri centri intermodali italiani.

Lo stesso presidente Marcello Mariani ha da tempo sottolineato l'importanza della ferrovia Civitavecchia Orte per il ruolo dell’interporto nel centro Italia.

'L'alto Lazio se vuole uscire dalla dimensione di periferia estrema di Roma e avere uno sviluppo economico adeguato- continuano Pillon,Chiricozzi, Traini e La Malfa - deve puntare sul Porto di Civitavecchia, sull’intermodalità dell’Interporto e su una ferrovia che colleghi queste due realtà. Per questo riveste priorità assoluta la riapertura della ferrovia CIVITAVECCHIA-CAPRANICA-ORTE, che si configurerebbe come la linea ferroviaria dei DUE MARI e cioè CIVITAVECCHIA-ORTE-TERNI-ANCONA.A Bruxelles lo hanno capito, visto che la Unione Europea ha finanziato il progetto della ferrovia Civitavecchia Orte. Sarebbe paradossale che a Viterbo si sia più lenti a capirlo'.

'Occorre allora cogliere le occasioni propizie per finalmente aprire l'Alto Lazio all’Italia, con un vero salto di qualità , tornando ad una politica sede di dibattito e di programmazione dello sviluppo economico. Crediamo che l'Alto Lazio debba porsi come cerniera tra le regioni vicine (Umbria, Marche, Abruzzo, bassa Toscana, zona nord prov. di Roma ), sviluppando quelle infrastrutture che allentino la soffocante presenza di Roma che ora diviene città metropolitana. E' in questo senso che valutiamo positivamente la funzione dell’INTERPORTO CENTRO ITALIA DI ORTE, che con il Porto di Civitavecchia sono i cardini, che l’Alto Lazio dispone, per il riequilibrio del territorio, che veda la definizione geografica e costituzionale di una area territoriale, omogenea e capace di fare massa critica a livello di scelte politiche: L’AREA TUSCIA ETRURIA.

Insieme alla Civitavecchia Orte, sempre nell’ottica del riequilibrio e sviluppo territoriale, proponiamo la realizzazione dell'anello ferroviario CIRCUMCIMINA, per l'effetto rete che deriva dalla unificazione delle tre linee ferroviarie esistenti,la creazione del nodo ferroviario di Viterbo,la creazione della fermata per l’Ospedale Belcolle.

Questa proposta, realizzabile a costi ridotti, porterebbe ad una vera rivoluzione nella mobilità viterbese, a servizio di una utenza potenziale di 170.000 persone'.

 

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