ANNO 16 n° 274
Lignano, il giallo dei 40 mila euro
22/08/2012 - 10:20

Quasi quaranta mila euro nascosti in un battiscopa di casa e ritrovati lì dagli inquirenti su indicazione di Michele, il figlio di Paolo Burgato e Rosetta Sostero, i coniugi di Lignano Sabbiadoro ferocemente uccisi nella notte fra sabato e domenica scorsi. Un elemento forte e disorientante, se si pensa all'ipotesi più accreditata fino a ieri: la rapina finita in tragedia per il magro bottino. Com'è infatti possibile che Paolo e Rosetta non abbiano rivelato il nascondiglio del denaro di fronte alle minacce di morte? E poi la borsetta di Rosetta, rimasta inspiegabilmente chiusa. Perché i rapinatori non l'hanno aperta se il loro obiettivo era solo il denaro? Perché andarsene con qualche gioiello d'oro trovato in casa? Cosa cercavano, dunque, gli assassini di Paolo e Rosetta?

A queste domande sta cercando di dare una risposta la Procura di Udine che a questo punto non esclude più alcuna pista. «È un'indagine molto più complessa del previsto», dicono in Procura, mentre nella casa del delitto è arrivato il capo dei carabinieri del Ris di Parma, Giampietro Lago, per il secondo giorno di rilievi. Fra gli oggetti repertati un mozzicone di sigaretta che non è stato attribuito alle vittime. «La scena del crimine questa volta è risultata ineccepibile, nel senso che non è stata contaminata da nessuno - ha detto il capitano Fabio Pasquariello, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Udine -. Nella villa è infatti entrato solo il figlio della coppia, andato lì a controllare cosa fosse successo, visto che domenica mattina il negozio dei coniugi era rimasto chiuso».

Nel frattempo sono proseguite le audizioni dei molti parenti dei coniugi Burgato, circa un centinaio a Lignano Sabbiadoro, fra fratelli, sorelle, figli, nipoti, mogli e compagne. I quali, alla fine, hanno deciso di lanciare un appello: «Comprendiamo e rispettiamo appieno il diritto di cronaca. Tuttavia, di fronte a certi articoli apparsi quest'oggi e dettagliati sin nei particolari più raccapriccianti, chiediamo ai media di voler usare la sensibilità di cui sono certamente capaci aiutandoci così a sopportare questo inesprimibile dolore. Vi ringraziamo e siamo certi che ci comprenderete».

Sul fronte investigativo, la giornata è stata movimentata da un blitz congiunto di carabinieri e polizia al Luna Park di Lignano, dove sono stati controllati un centinaio di giostrai. «Non si è trattato di un'operazione strettamente legata all'indagine ma parallela - ha spiegato un inquirente -. Cioè, questi sono interventi che di tanto in tanto si fanno. Con un caso del genere aperto, abbiamo voluto verificare se al Luna Park ci poteva essere qualcosa di utile all'indagine». Ma nulla di interessante pare sia emerso. Mentre dall'autopsia spuntano nuovi particolari. La lama che ha infierito sui corpi sarebbe di almeno 25 centimetri. I colpi più violenti li avrebbe subiti Rosetta, con diversi fendenti giudicati letali dai medici legali.

corriere.it






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