

ROMA -''Per spegnere un incendio bisogna usare le sostanze giuste. Sbagliando sostanza si rischia di propagare l'incendio a dismisura''.
Così Beppe Fioroni, componente della Commissione Difesa alla Camera, spiega in un'intervista a La Stampa la sua posizione sulla crisi in Libia.
''Ho trovato molto equilibrato l'indirizzo che ha dato Renzi - afferma -, il tasso di rischio sta crescendo e noi nel dibattito dobbiamo tenere conto che l'incendio si sta generando nel giardino di casa nostra. Ma la via maestra - sottolinea - deve essere quella della diplomazia''. All'appello, ad avviso di Fioroni mancano moltissimi attori. ''Non ci sono solo Europa e Stati Uniti - dice ancora -, vanno coinvolti i paesi limitrofi, l'Unione Africana, la Lega Araba, tutti gli stati che avvertono il pericolo rappresentato dall'Isis come una minaccia globale''.
Fioroni non è nuovo a posizioni di grande prudenza sui teatri di crisi internazionali. Già nel 2011, in occasione dell'intervento che portò alla caduta del regime di Gheddafi, pur votando a favore dell'intervento italiano, espresse delle perplessità sull'operazione e avvertì che dall'area cattolica del Pd ci sarebbero stati dei voti contrari per motivi di coscienza.