ANNO 16 n° 89
L'ex parroco di Chia: 'i preti sposati vanno accolti nella Chiesa''
Ennesimo appello di don Giuseppe Serrone a papa Benedetto XVI
18/07/2012 - 04:00

VITERBO - Don Giuseppe Serrone, per 10 anni parroco di Chia, ridotto allo stato laicale dopo un periodo di convivenza con una ragazza albanese, che ha poi sposato con il rito civile, ha chiesto di essere riammesso al sacerdozio, insieme alle migliaia degli ex preti che si trovano nella stessa sua condizione.

Serrone, fondatore e presidente dell’Associazione sacerdoti lavoratori e sposati, ha inviato una lettera aperta-appello al vescovo di Nicosia (Enna), monsignore Salvatore Muratore, chiedendogli di ''riaccogliere nel ministero i preti sposati''.

L’occasione per rilanciare la battaglia per far accettare all'interno della chiesa una comunità di preti sposati e le loro famiglie, in cui Serrone è impegnato da anni, gli è stata offerta dalle dimissioni del parroco di Agira, padre Alessandro Screpis, presentate nei giorni scorsi, con le quali manifesta la volontà di sposarsi e formare una famiglia. ''Ringrazio Dio per avermi dato la grazia di fare il sacerdote in questi anni, ma adesso ho scelto di convogliare il mio amore in una chiesetta chiamata famiglia' ha scritto Screpis al vescovo.

''I sacerdoti sposati - afferma nel suo appello don Serrone - sono una ricchezza da valorizzare per le diocesi e le parrocchie. Matrimonio e ordine sacro – aggiunge - sono due sacramenti conciliabili tra loro, secondo la prassi delle prime comunità cristiane che avevano al loro interno papi, vescovi e preti sposati''.

L’ex parroco di Chi conclude affermando che ''ai circa 100mila sacerdoti sposati nel mondo non piace essere chiamati ex preti''.

Il giorno dopo, l’arresto per pedofilia di don Giangiacomo Ruggeri, portavoce (sospeso) del vescovo di Fano, accusato di atti sessuali su una minorenne, ha doto modo a don Serrone di tornare sull’argomento: ''Il celibato imposto – ha scritto in una nota - è strettamente legato alla pedofilia dei preti''. Secondo l’ex parroco,  ''Papa Benedetto XVI e il Vaticano devono rivedere l'obbligo del celibato per i preti e riaccogliere in servizio nelle parrocchie i sacerdoti sposati con regolare percorso canonico e matrimonio religioso. I preti sposati e le loro famiglie – conclude - potrebbero essere una risorsa preziosa per risolvere il problema della carenza di sacerdoti nelle parrocchie''.

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