

Massimiliano Morelli
Ricordate qualche giorno fa quando, scontrandoci con refusi di stampa e “copia e incolla” di varia umanità (la squadra della Sangiovannese scambiata per quella del Sangiovese, nda), scrivemmo un paio di pezzi ricordando di levare il vino a chi ne abusa? Tutto era nato dopo aver annotato quegli svarioni che ti fanno passar la voglia di leggere, tipo chiamare l’amministratore unico di Talete col nome di una squadra di calcio, dimenticando la lettera “v” nel cognome. Errore di poco conto? Beh… per chi fa il mestiere del cronista, sarebbe come se il barista mettesse il sale nel caffè. Comunque c’è anche del vero in quella frase così romana quanto schietta. Per esempio, si viene a scoprire che durante il lockdown l’approvvigionamento delle bevande alcoliche non ha conosciuto pause. E, anzi, il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e anche meno controllati relativamente al divieto di vendita a minori, cambiando anche le abitudini degli italiani. Al punto che gli acquisti su canali online di e-commerce, per il settore delle bevande alcoliche si stima abbiano conosciuto un’impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell’home delivery, con un aumento dei consumi domestici registrati”. Non lo dice il sottoscritto, i dati sono stati comunicati dall’Istituto superiore di sanità.