

VITERBO - Il problema dell’integrazione scolastica degli alunni sordi nella provincia di Viterbo approda sul tavolo del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Francesco Profumo. Il presidente dell’Ente nazionale sordi di Viterbo Federica Miralli, infatti, ha scritto al ministro per segnalare come nella provincia viterbese ancora non sia stato attivato il servizio di assistenza durante le ore di lezione per i ragazzi che soffrono di questa patologia.
“La legge 104 del 1992 riconosce che un assistente alla comunicazione affianchi l’alunno con disabilità sensoriale quale la sordità – scrive Miralli -. Nella regione Lazio quasi tutte le amministrazioni provinciali si sono prese carico del servizio, tranne la Provincia di Viterbo”.
“Negli ultimi cinque anni c’è sempre stato uno scarica barile di responsabilità tra il Comune e la Provincia di Viterbo e alla fine il servizio non è mai partito – continua Miralli – Lo scorso 15 giugno abbiamo anche svolto un tavolo di lavoro da cui si è evinto che è la Provincia l’ente locale accreditato per erogare il servizio per la Scuola di ogni ordine e grado”.
“La Provincia di Viterbo, però, non intende fare un bando a parte per questo servizio, perché secondo l’assessore alle politiche sociali costerebbe troppo – prosegue -, ma ha fatto solo un bando per l’assistenza specialistica, al quale hanno partecipato cooperative che non hanno nessun titolo per occuparsi dell’assistente alla comunicazione”.
“Inoltre faranno una convenzione solo per le scuole superiori e solo per quelle scuole in cui i dirigenti scolastici abbiano segnalato a loro un disabile sensoriale dell’udito che necessiti dell’assistenza – conclude Miralli -. Ora mi domando: cosa ne sarà di tutti gli altri alunni?”.