ANNO 16 n° 275
Lerici, sequestrato giovane imprenditore
18/12/2012 - 09:56

 

Domenica sera sono entrati nella villa sulle colline di Lerici, in provincia di La Spezia, con il volto coperto e le pistole spianate. L'obiettivo, forse, una rapina. Poi, il gruppo si è portato via Andrea Calevo, 31 anni, erede del gruppo specializzato in commercio e consulenza nel settore dell'edilizia. L'auto dell'uomo, una Audi 3, è stata usata probabilmente per la fuga, e ritrovata semi sommersa nel letto del fiume Magra. Ora è a disposizione dei carabinieri del Racis di Parma per le analisi. Di Calevo non si ha nessuna notizia e continuano le ricerche anche lungo il fiume, anche con squadre subacquee.

 

«SITUAZIONE DELICATISSIMA» - Del caso si stanno occupando i carabinieri del Ros. L'indagine, coordinata dal procuratore capo Michele Di Lecce, lascia aperta ogni pista, ma prevalentemente valuta l'ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione dopo una rapina degenerata. In piedi anche l'ipotesi di un rapimento solo per coprirsi la fuga. Di Lecce ha più volte sottolineato come la situazione sia «delicatissima», e come sia necessaria la «riservatezza nelle indagini», perché «il fattore tempo è fondamentale». Sarebbe stato avviato il protocollo antisequestri.

 

LA DINAMICA - Verso le 21 i banditi sono entrati insieme a Calevo nella casa e, dopo aver costretto la madre (65 anni) dell'imprenditore ad aprire la cassaforte, hanno messo le mani sul contenuto: 3mila euro in contanti e gioielli che forse non li hanno soddisfatti. Alla donna quindi uno degli aggressori (quattro, o forse tre secondo differenti fonti investigative, tutti con il volto nascosto da maschere o passamontagna), avrebbe detto: «Tuo figlio ce lo portiamo con noi per sicurezza, ma non ti preoccupare, poi lo liberiamo». Il sospetto è che contassero su un bottino ben più consistente. Dalla frase pronunciata la donna avrebbe identificato l'accento dell'est. La signora Calevo, poco dopo, è riuscita a liberarsi e a dare l'allarme correndo dai vicini

 

I CELLULARI - I telefoni cellulari del giovane sono stati trovati nel giardino della villa, anche se prima uno di loro ha agganciato la cella di Monte Marcello, a circa cinque km in linea d'aria dal luogo del rapimento. Con il telefonino sarebbe stato trovato anche il telefono cordless della villa. La famiglia Calevo dal 1888 è titolare di un'importante azienda edile a Romito Magra, a pochi chilometri di distanza dal luogo della rapina e del sequestro.

corriere.it






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