ANNO 16 n° 274
Leonardo Michelini verso il rifiuto, Gianmaria
Santucci verso il salto
Sulla scelta dei candidati a sindaco l'ombra di un terremoto politico
05/11/2012 - 07:50

VITERBO – Un po’ per colpa degli dei dispettosi, un po’ perché il duo Fioroni – Sposetti una ne fa (male) e cento ne pensa (peggio), sembra proprio che lo sposalizio Pd-Udc per le comunali di Viterbo non debba essere celebrato. E Giulio Marini, con i rimasugli del centrodestra, ringraziano sentitamente.

A indossare le vesti di don Rodrigo, questa volta, sarebbe stato Fioroni, che ha proposto al suo miglior nemico, Ugo Sposetti, di candidare a sindaco Leonardo Michelini, presidente della Coldiretti, con un lungo trascorso di consigliere comunale sotto le insegne della Dc. Sposetti, a sua volta a caccia di un esponente della ‘’borghesia illuminata’’ da far scendere nell’agone politico, avrebbe risposto con un entusiastico “si può fare”. Analoga la risposta di Rodolfo-Nando Gigli, il terzo vertice del triangolo, da mesi in sintonia con Sposetti il “tesoriere” sulla necessità individuare una personalità in grado di scalzare il centrodestra da Palazzo dei Priori. Per riuscire nell’operazione Gigli aveva pubblicamente chiesto ai partiti di fare un passo indietro, lasciando spazio e iniziativa alla “società civile”.

Ma l’asse Gigli-Sposetti-Fioroini deve ancora fare i conti con l’oste. O meglio, con gli osti. In primo luogo Michelini ha declinato l’offerta e, secondo i boatos, non avrebbe alcuna intenzione di candidarsi, anche perché il quadro politico viterbese è avvolto in una nebulosa impenetrabile, che obbliga tutti a navigare a vista. E il rischio di naufragare sugli scogli di una serie di liste civiche e di venire trafitti da schegge di varie natura è altissimo.

Il secondo oste con cui fare i conti è la maggioranza dell’Udc, quella che ha raccolto le firme per sfiduciare il segretario provinciale Romoli, tutta schierata a sostegno della candidatura di Gianmaria Santucci a sindaco della città. Una candidatura subito stoppata da Gigli. E anche vero che gli Udc pro-Santucci si sono detti disponibili a valutare una candidatura alternativa, ma probabilmente lo hanno fatto perché danno per definitivo il gran rifiuto di Michelini e confidano sul fatto che trovare un altro nome da contrapporre all’assessore provinciale, visto ciò che offre la piazza, risulterà assai difficile se non impossibile.

Ma non è ancora tutto: secondo i soliti boatos, l’Udc pro-Santucci avrebbe valutato anche la soluzione “B”, anzi la soluzione “G”: un’alleanza con Giulio Marini & Co., a corto di candidati (e forse anche di un partito). Ovviamente con Santucci candidato sindaco. Una soluzione, quest’ultima, che potrebbe innescare un vero e proprio terremoto politico in grado di trasformare molti partiti in cumuli di macerie.

Intanto, gli ''specializzati'' in materia, hanno messo in moto la macchina del fango contro Santucci, annunciando urbi et orbi un suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta sugli appalti truccati, pubblicando delle intercettazioni telefoniche che loro stessi definiscono ''di nessuna rilevanza penale''. ''Tira fango, tira fango - dice un adagio - qualche schizzo rimarrà attaccato''. 






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