

Si conclude con un quasi nulla di fatto l'esame della Commissione Bilancio del Senato sulla Legge di Stabilità: il testo viene approvato alle 2,30 della notte, ma senza il mandato al relatore. Il che vuol dire che teoricamente decadono tutte le modifiche approvate. Ma il Governo punta a recuperarle in un maxiemendamento, su cui porrà la fiducia.
Letta, a taglio cuneo le risorse della spending - ''Il governo è pronto a inserire nella legge di stabilità una norma che vincola alla riduzione delle tasse sulle imprese e sul lavoro le risorse recuperate attraverso la spending review e il contrasto dell'evasione fiscale''. Lo afferma il presidente del Consiglio Enrico Letta in un colloquio con il Sole 24 Ore rispondendo all'appello unitario di tutte le parti sociali lanciato nei giorni scorsi dalle pagine dello stesso quotidiano. ''Penso - aggiunge - che possiamo lavorare insieme a scrivere nel modo migliore la norma che potrà essere inserita nelle prossime tappe del passaggio parlamentare''. L'intenzione è di tenere ''contatti rapidi'' e informali con le parti sociali nelle prossime ore per avere pronto l'emendamento per il passaggio alla Camera. ''Va creato con questa norma - spiega il premier - un vincolo preciso all'utilizzo delle prossime entrate, in particolare da spending review e da lotta all'evasione fiscale'' in modo da destinarle ''alla riduzione ulteriore delle tasse su lavoratori e imprese'' con ''l'obiettivo e la consapevolezza che così si possa ulteriormente rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo e nello stesso tempo l'equità del prelievo fiscale''. In questo modo ''possiamo far crescere la fiducia, che è elemento chiave in questo momento per fare ripartire il Paese''.
Stasera i gruppi di Fi si riuniscono ed esaminano il testo della legge di stabilita' per decidere sul voto. Lo afferma Silvio Berlusconi parlando alla telefonata di Belpietro, su Canale 5. ''Questo governo in confusione non ha ancora definito il testo'', dice ancora l'ex premier.
Sciolti gli ultimi nodi (dalla nuova Imu alle cartelle Equitalia) la Legge di Stabilità si appresta a scapolare il primo passaggio parlamentare: in nottata ci dovrebbe essere infatti il via libera della Commissione Bilancio. Mentre questa mattina una nuova capigruppo stabilirà il calendario dell'aula per il voto di fiducia. Calendario che è comunque attualmente così fissato: alle 9,30 aprono i lavori dell'aula di Palazzo Madama e alle 10 scade il termine per presentare gli emendamenti. Il Senato licenzierà così un testo modificato in parti importanti, a partire proprio dall'intervento sulla prima casa oppure dalle modifiche apportate via emendamento parlamentare all'intervento sul cuneo fiscale. Una fiducia che - spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini - ''necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull'atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare''. Anche perchè resta ancora da capire come si posizionerà Forza Italia: ''facciamo la riunione dei gruppi - dice Silvio Berlusconi - per giudicare quello che finalmente speriamo di poter conoscere''. A meno di incidenti si chiude così un esame, quello di Palazzo Madama, che si è più volte complicato per la contemporanea questione legata al voto di decadenza su Silvio Berlusconi. Tanto che il Governo punta a chiudere la Stabilità oggi, cioè il giorno prima del voto sulla decadenza e nel frattempo slitta a data da destinarsi il Cdm previsto proprio nella giornata di mercoledì che avrebbe dovuto cancellare la famigerata seconda rata Imu del 2013 sulla prima casa. Le posizioni politiche sono comunque ancora in evoluzione. Il governo e la sua maggioranza sciolgono intanto gli ultimi nodi. A partire dalla casa. La Trise ha vita brevissima. Neanche era stata inventata, suscitando non poche ilarità per il nome, quasi uno scioglilingua con Tasi e Tari, che viene subito sostituita: così il nuovo tributo sulla casa, che sostituirà l'Imu dal 2014, si chiamerà Iuc, imposta unica comunale, e sara' sempre divisa in tre componenti: rimane l'Imu - ma non sulla prima casa - , ci sara' la Tari sulla raccolta dei rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili. E tornano le detrazioni: i comuni avranno a disposizione 500 milioni per alleggerire proprio la componente sui servizi, con attenzione alle case abitate da una persona sola, quelle di emigranti o gli immobili utilizzati solo pochi mesi, ad esempio in vacanza. Con tale cifra si darà la possibilità di ottenere un effetto analogo a quello del 2012, quando la detrazione base era a 200 euro e si aggiungevano 50 euro a figlio. Rimarranno esentate, per la parte relativa all'Imu, le prime case, ad esclusione di quelle di lusso. Altro tema è quello della 'rottamazione' delle vecchie cartelle Equitalia: gli interessi saranno azzerati e si dovrà pagare il 100% della sanzione e della tassa dovuta. Si mette ordine anche nella questione relativa alle spiagge: non ci sarà una ''vendita'' ma la possibilità, per le aree di prossimità, di rivedere le concessioni ascoltando la Ue o di coinvolgere le regioni nei progetti. E' prevista sul tema spiagge l'introduzione di una ''delega regolamentare''. E la possibilità di pagare a rate le 'pendenze'. Un'altra norma sarà gradita a chi gestisce stabilimenti balneari: chi non ha pagato i vecchi canoni, poi, potrà diluire il versamento in due rate del 30 e 70%. Infine altre novità riguardano lavoro e disabilità: arriva un intervento di ricalcolo sulle tabelle per il danno biologico ''per favorire chi ha subito un danno''. Ci sarà inoltre un ''innalzamento consistente per i parenti superstiti delle vittime del lavoro''. Salta invece la modifica sulle pensioni: no alla rivalutazione delle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (2mila euro) e il contributo di solidarietà abbassato a 90 mila euro dai precedenti 150mila. La legge è dunque ora 'modificata' secondo le intese raggiunte tra i relatori e il Governo. Non si escludono comunque nuovi interventi alla Camera, tipo quello sui terreni agricoli e i beni strumentali delle imprese. Interventi che potrebbero 'addolcire' le posizioni meno 'convinte'. Come ad esempio quella del leader della Cgil, Susanna Camusso che, ripete: nella Legge di Stabilità ''manca il cuore. Il Paese deve ripartire - ha concluso - con più risorse al lavoro''.
ANSA.IT