ANNO 16 n° 275
Le varianti del poker pił divertenti viste sul grande schermo e in tv
07/06/2024 - 17:40

I film sono capaci di regalarci momenti indimenticabili. Non per niente il cinema è stato definito come “la settima arte” e alcune opere possono essere considerate come veri e propri patrimoni della cultura mondiale. Questo perché sono capaci di suscitare in noi emozioni sempre diverse, dalla felicità all’eccitazione, fino ad arrivare alla commozione e alla nostalgia. Ed è proprio per questo motivo che uno sport come il poker, ricco di sorprese e adrenalina, si è sempre sposato alla grande con i tempi cinematografici. Oggi proveremo a capire perché e scopriremo alcuni dei lavori più belli con il poker e le sue varianti al centro della scena.

Iniziamo da un film storico degli anni ‘70, decennio in cui Hollywood ha dato il meglio di sé. Una delle scene più belle del celebre California Split, pellicola del 1974 diretta dal regista Robert Altman, è incentrata sul lowball, una variante in cui le mani del poker hanno un valore completamente diverso da quello a cui siamo abituati. Nel momento clou del film, un giocatore ottiene un “sette smooth” e viene battuto da un “sei perfetto”, ovvero da una combinazione di cinque carte diverse in cui la più alta è il 6. Nel lowball vince infatti il punteggio più basso in assoluto, gli assi valgono sempre “1” e i semi non hanno significato. 

24 anni dopo California Split un altro film ha fatto emozionare gli appassionati di poker: Rounders di John Dahl. Cast da urlo (Matt Damon, Edward Norton, John Turturro e John Malkovich tra gli altri), colpi di scena a non finire e un plot narrativo incentrato sulle vicende di Mike, studente di giurisprudenza e vero e proprio genio delle carte. Ma c’è anche un altro motivo per cui Rounders viene ricordato: è stato uno dei pochissimi lavori in cui la variante di poker protagonista è il Seven-Card Stud, una versione con carte coperte e scoperte per ogni giocatore e senza carte comunitarie che ricorda le regole delle celebre Telesina. Per chi volesse ripescarlo la scena è quella della “partita dei giudici”. Piccola curiosità. Da anni si parla di un sequel, richiesto a gran voce dagli appassionati e dai fan, ma ancora mancano notizie certe al riguardo.

Rimanendo in tema varianti del poker, una delle più viste sul grande e piccolo schermo è il No-Limit hold’em, presente in pellicole di successo come Oceans 11 (nella scena esilarante in cui Brad Pitt si improvvisa poker teacher), Mississipi Grind e Molly’s Game, lavoro del 2017 targato Aaron Sorkin che ha fatto incetta di nomination agli Oscare e ai Golden Globe.

Il No-Limit Hold’em è anche il gioco che la fa da padrone in Casino Royale del 2006, il primo film della saga 007 con Daniel Craig nei panni di James Bond. In Casino Royale ci sono moltissime scene di poker, tutte incentrate su questa variante, ma probabilmente la più bella di tutte è l’ultima in cui l’agente segreto al servizio di sua maestà batte il full house del rivale Le Chiffre con una scala colore.

Ancora diverso, invece, il gioco visto nel mitico Cincinnati Kid del 1965 con protagonista la leggenda Steve McQueen. In Cincinnati Kid si gioca a Five-card Stud, variante di poker che prevede una carta coperta per ciascun giocatore e quattro carte scoperte comunitarie con cui creare la miglior combinazione possibile. Le scene epiche e la magistrale interpretazione di McQueen al tavolo verde l’hanno reso una pietra miliare della cinematografia degli anni ‘60.

Non mancano film con protagonista il poker e le sue varianti anche nella nostra cinematografia tricolore. Uno dei più belli in assoluto è Continuavano a chiamarlo Trinità del del 1971. Nella pellicola Bud Spencer e Terence Hill (Bambino e Trinità), si ritrovano a sfidare a poker a 5 carte lo scafato (e perfido) Wild Cat Hendiks. La partita, però, non finirà come previsto e le accuse reciproche di aver barato si trasformeranno in una delle celebri e comiche risse cinematografiche che hanno consegnato Bud e Terence all’immaginario collettivo italiano.






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