ANNO 16 n° 273
Le ultime di papy
Silvio Berlusconi:
ma gli italiani sono proprio fresconi?
29/10/2012 - 04:00

di ARNALDO SASSI

Non è assolutamente mia intenzione sovrappormi alle decine di commentatori (molto più autorevoli del sottoscritto) che ieri hanno analizzato le ultime esternazioni di Silvio Berlusconi, il quale ha ancora una volta spiazzato tutti annunciando il suo ritorno in campo, appena due giorni dopo aver detto l’esatto contrario. Vorrei però provare a fare il ragionamento del cittadino comune, ovverosia di colui che nella prossima primavera dovrà recarsi nella cabina elettorale, e chiedere a me stesso (ma anche ai miei 10 lettori, visto che Manzoni ne aveva 25): che vuol dire?

La prima riflessione che mi viene in mente è che quanto avvenuto nelle ultime ore dimostri ancora una volta come a Berlusconi dell’Italia e degli italiani importi poco o nulla: il suo vero problema sono lui e le sue aziende. Da salvaguardare con ogni mezzo possibile. La condanna del Tribunale di Milano mette a rischio sia il primo che le seconde. Ho letto, tra i vari commenti del dietro le quinte, che il suo passo indietro in politica sarebbe stato funzionale a una specie di salvacondotto sui suoi affari personali: un patto che quella sentenza avrebbe rotto. E allora ecco che l’uomo ha deciso di imbracciare di nuovo il bazooka, come suo costume.

Seconda riflessione: papy Silvio ignora completamente il rispetto per gli altri, anche di coloro che in qualche modo gli sono vicini. Prendete quel povero cristo di Angelino Alfano, messo a fare il segretario di un Pdl che continua ad essere proprietà privata del suo leader fondatore. Praticamente lo ha messo con la mota fino al collo (e forse anche un po’ più su), passandogli sopra con tutti e due i piedi. E adesso, cosa dovrà inventarsi il povero Angelino per tentare di mettere insieme il diavolo (ovverosia la nuova strategia berlusconiana) e l’acqua santa (vale a dire la politica che faticosamente l’uomo stava tentando di portare avanti per dare una nuova immagine al partito)? E l’unione di tutti i moderati contro la sinistra? Con questa uscita non è andata a farsi benedire?

Terza riflessione: la sua credibilità, con tutta la buona volontà di questo mondo, è ormai pari allo zero. Allora, sabato scorso Berlusconi ha minacciato di far cadere il governo Monti, mettendo ancora una volta nel mirino l’Imu, il rapporto violento di Equitalia con i contribuenti e il risultato recessivo dell’azione di governo. Vabbè, ma questo è il festival delle contraddizioni. Perché, si può facilmente rispondere: primo, che Monti ha dovuto fare in un anno ciò che lui (ma anche altri) non sono riusciti a fare negli ultimi 20 anni, salvando l’Italia dal fallimento; secondo: che l’Italia ha il più alto tasso di evasione fiscale europeo e che se le tasse le pagassero tutti forse si potrebbero anche abbassare; terzo: che comunque lui e il Pdl tutti i provvedimenti del governo Monti li hanno condivisi e votati, facendo parte a tutti gli effetti della maggioranza di governo.

Detto tutto ciò si può facilmente arrivare alle conclusioni: nel malaugurato caso che Berlusconi tornasse in qualche modo di nuovo al potere, l’Italia sarebbe costretta ad occuparsi (come è accaduto in questo ventennio) più dei suoi problemi personali che di quelli dei suoi abitanti. La speranza è che la profezia di Indro Montanelli (gli italiani dovranno prima vaccinarsi da Berlusconi, poi capiranno) a questo punto si riveli esatta. E a tale proposito mi viene in mente un comizio del leader Pdl avvenuto a Napoli, durante la campagna elettorale del 2008. In quell’occasione Berlusconi concluse il suo monologo affermando : “Chi vota per il centrosinistra è un coglione”. Già, ma invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto cambia o no?






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