

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo
Oggi abbiamo saputo della decisione presa dai Dirigenti Scolastici riuniti dall’assessore della provincia di Viterbo Stelliferi, in cui si dice che non concederanno le palestre scolastiche per le attività svolte dalle nostre associazioni sportive fino al 31 dicembre 2021.
Questa decisione si nasconde dietro una presunta, assurda cautela riguardante le possibili contaminazioni degli ambienti condivisi con gli alunni che la frequentano la mattina.
A questo punto c’è da far chiarezza una volta per tutte.
Queste persone non sanno o fanno finta di non sapere che noi osserviamo dei protocolli anti covid molto più rigidi di quelli adottati dalle scuole, per esempio per andare a scuola non serve il Green pass, da noi tutti i gli atleti dai 12 anni in su devono essere in possesso del suddetto certificato.
Tra un allenamento e l’altro dobbiamo igienizzare tutti gli attrezzi e gli ambienti usati dal gruppo precedente, non sto qui a elencare le altre, soltanto queste due cose dimostrano la poca coerenza nella decisione, poi senza considerare che la mattina durante le lezioni di attività motorie gli stessi ragazzi/e della stessa età giocano a pallavolo.
Ora mi chiedo, perché voi volete far morire il nostro sport che solamente nel nostro territorio viene frequentato da più di 2.500 atleti/e e che altrimenti questi ragazzi/e verranno dispersi in varie attività spesso non sportive, con le conseguenze che tutti sappiamo.
Questa è una grande responsabilità che si devono assumere tutti gli attori, dirigenti scolastici e amministratori locali, qui parliamo della salute futura dei nostri figli, dopo aver trascorso quasi due anni di isolamento sociale e di impedimento a praticare le loro passioni, ora che tutti attendono la ripartenza, la possibilità di fare allenamenti e gare come era prima della pandemia, la risposta è no senza nessun motivo reale.
Mi sembra proprio una cattiveria verso il mondo sportivo.
Io come presidente Fipav del Comitato Territoriale di Viterbo, a nome di tutte le associazioni e tutti i tesserati, vi chiedo di riconsiderare questa vostra decisione anche perché in altre province del Lazio lo hanno già fatto.