

Nonostante l’improvvida ''mezza'' smentita della Polfer di Orte e della Questura di Viterbo, come mostrano in modo inequivocabile le fotografie pubblicate da questa testata, almeno un centinaio di persone hanno attraversato le rotaie tra il terzo e il quarto binario per ''assaltare'' il treno Freccia Argento (e non Rossa) diretto a Roma. Se gli agenti della Polfer ne hanno visto solo una decina c’è davvero di che preoccuparsi.
Diverso, invece, è il discorso del responsabile del presidio, che ha così ricostruito l’episodio. “Noi – ha detto – eravamo intenti a tenere a bada alcune centinaia di persone in attesa di un treno. Quando siamo giunti sulla banchina tra i binari tre e quattro abbiamo visto una decina di persone attraversare le rotaie. Non sappiamo quante lo abbiano fatto prima del nostro arrivo”. Che “l’assalto”, ovviamente un’iperbole per indicare l’affollamento che si è creato sulla banchina, come avrebbe dovuto capire anche il più sprovveduto dei lettori, peraltro documentato inequivocabilmente dalle fotografie pubblicate, sia avvenuto per protesta noi non lo abbiamo mai scritto.
E’ invece vero che il treno Freccia Argento proveniente da Udine e diretto a Roma-Termini sia stato deviato e fatto transitare a Orte per una fermata straordinaria, al servizio dei pendolari al fine di alleviare i disagi legati al rogo di Roma Tiburtina. Ma è altrettanto vero che il convoglio, proprio a causa della presenza di persone sui binari si è fermato prima del punto fissato. Ovvero a ''distanza di sicurezza'' dai pendolari. Del resto, con il solito linguaggio felpato, questa circostanza è stata confermata dalle Fs: “Un gruppo – riferisce una nota - era in attesa sul marciapiedi, altri hanno attraversato i binari per raggiungere più rapidamente il convoglio rispetto al tragitto nel sottopassaggio. E vi è stata un po' di ressa per salire a bordo”.
Non si capisce quindi a cosa punti la smentita, ammesso ch ci sia stata davvero, della Polfer e della Questura di Viterbo. A meno che la notizia dell’attraversamento dei binari di 70-100 persone, come da noi scritto e documentato con una serie di fotografie, non finisca con il danneggiare qualcuno. In primo luogo coloro che hanno chiesto ai fotografi presenti di usare con ''cautela'' le immagini riprese.