

di SDA

VITERBO - Erano gli anni 1976, ’77 e ’78, quando alcuni bambini e bambine con inventiva, voglia di fare e tanta devozione, realizzarono la Mini Macchina di Porta Della Verità.
Attualmente si parla tanto delle prime donne facchino per il trasporto della Mini Macchina di Santa Rosa, ma già all’epoca ce ne erano due.
I mini facchini erano tutti ragazzini dello stesso quartiere.
Gli ideatori e costruttori erano: Marco e Alberto Tonnicchi, Roberto Ceccariglia, Roberto Zena, Claudio Guglielmi, Marco Bossi e Primo Scorsino. Le bimbe facchino erano Alessandra Tonnicchi e Carmela Valenziano, mentre i facchini erano: Claudio Ceccariglia, Sandro Bossi, Maurizio e Augusto Graziotti, Giovanni Tobia, Gianluca Scrimieri (futuro parroco di Canepina), Paolo Cannella, Carlo Ceccariglia, Marco Mortella, Mauro Duri, Alessandro Forria e Massimiliano Valenziano.

Ugo Zena dell’Antica Latteria e Parati Altea Calcagnini erano gli “sponsor” che partecipavano con cifre che somigliavano più a mancette che a contributi, aiutando comunque a sostenere le spese di costruzione. Pensate che l’illuminazione era fatta con i lumini del cimitero.
La partenza era in via San Girolamo e le altre vie interessate erano via Vetulonia, via Oscura, via del Bottalone per poi terminare in via San Girolamo dove veniva posata.
La banda era composta da due bambine, Rosi e Giovanna Tobia che, con dei barattoli di latta e dei bastoni, accompagnavano il trasporto.

Gli ex mini facchini sorridono al ricordo del primo anno, perché la “macchinetta” pendeva da una parte e sembrava la Torre di Pisa. Nei due anni successivi dopo le opportune modifiche e con qualche finanziamento in più è stata raddrizzata, rendendone più semplice anche il trasporto.
Roberto e Claudio Ceccariglia in seguito diventeranno facchini della mini Macchina di San Giovanni e a seguire, facchini della macchina di Santa Rosa.
'Ci scusiamo, se non tuttii nomi dei mini facchini sono stati mensionati, ma abbiamo difficoltà a reperli, ce li ricordiamo con dei soprannomi'.