ANNO 16 n° 273
''Le lavoratrici della mensa scolastica aspettano ancora lo stipendio di ottobre''
Interviene la Fisascat Cisl, Calą: ''Pił puntualitą. Chiesto l'intervento dell'ufficio del lavoro''
Alessandra
06/12/2023 - 07:03
di Alessandra Sorge

'Le lavoratrici della mensa scolastica stanno ancora aspettando lo stipendio di ottobre'

Interviene la Fisascat Cisl, Calà: 'Più puntualità. Richiesto l'intervento dell’ufficio del lavoro'

CIVITA CASTELLANA - Pagamenti a singhiozzo, la maggior parte delle volte corrisposti in ritardo, buste paga non sempre corrette. 'Ogni mese la stessa storia': è il coro di protesta che si leva da parte delle dipendenti della Slem,  la società che ha in appalto il servizio di mensa scolastica del comune di Civita Castellana e che, all'ennesimo ritardo, chiedono a gran voce maggiore puntalità nei pagamenti.
'Siamo al cinque di dicembre (ieri ndr) - commenta una ragazza - e metà delle dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio di ottobre. In pratica quattro sono state pagate, le altre quattro ancora no. Ci stiamo avvicinando alla scadenza di dicembre, temiamo un Natale senza stipendio, siamo stanche di questo tira e molla'. 

Quella raccontata dalle otto dipendenti in servizio alla Slem sembra una storia destinata a ripetersi. Era circa un anno fa quando, a Viterbonews24, avevano raccontato la medesima situazione: mesi che si accavallano e stipendi che non arrivano. Il problema, da quello che raccontano le dipendenti, va a sommarsi ad una totale chiusura dell'azienda, che pare abbia tagliato qualsiasi forma di comunicazione.

'Una situazione insostenibile che si protrae da due anni -  si lamentano in coro le lavoratrici -. Sebbene da contratto è previsto il pagamento degli stipendi entro la fine del mese, ad oggi alcune di noi non hanno ancora visto accreditarsi la busta paga. Quello che chiediamo all'azienda è una maggiore puntalità, visto che anche noi abbiamo delle scadenze da rispettare, il problema è che ad oggi è impossibile mettersi in contatto con la ditta e ogni nostro tentativo di contattare l'azienda risulta vano'.

Il servizio mensa scolastico che, è bene ricordarlo, rappresenta un presidio fondamentale per garantire l'estensione del tempo pieno assicurando a tutti i bambini un pasto caldo, nel comune di Civita Castellana assicura 220 pasti al giorno più nove pasti sociali, reso possibile grazie al lavoro di queste instancabili operatrici. Ora la misura è colma.

Anche il sindacato di rappresentanza, diretto da Guido Calà della Fisascat Cisl, ha deciso di intervenire con veemenza: 'Chiediamo che vengano rispettate le scadenze - ha detto il segretario generale - perchè le lavoratrici hanno diritto di sapere quando saranno pagate, la puntualità è importante. Ad aprile 2023 scrivemmo alla società affinchè si risolvessero alcune problematiche relative ad un errato conteggio delle ore lavoro: ad alcune dipendenti mancavano ore di lavoro effettive, sostituite con ore di ferie/permessi; inoltre, dalle buste paga delle lavoratrici mancava la retribuzione relativa a settembre 2022 per i lavori di pulizia fatti prima dell’avvio del servizio. In quel mese incontrammo il responsabile di zona che si rese disponibile alla risoluzione delle problematiche esposte. Dopodichè più nulla'. 

Da quello che racconta Calà, dopo un'iniziale interlocuzione con i vertici aziendali, anche al sindacato sono state sbarrate le porte. Nessuna risposta a telefonate, mail o pec. 'Abbiamo coinvolto il Comune di Civita Castellana - ha ribadito Calà - richiamandolo alle sue responsabilità in solido per l’appalto, ma dal mese di settembre non abbiamo ricevuto più feedback dall'Ente. Per questo abbiamo deciso di richiedere l’intervento dell’ufficio del lavoro per convocare le parti interessate'. 'Da parte nostra - conclude - continueremo a sostenere le lavoratrici e a fare in modo di evitare ulteriori licenziamenti'.

Da quanto raccontano le dipendenti, alcune di loro hanno deciso di lasciare il posto di lavoro in quanto la situazione economica era diventata insostenibile.
'Nonostante ciò - concludono - anche se siamo un bel po' demoralizzate, fronteggiamo i problemi nel migliore dei modi, portando sempre a termine il nostro lavoro'

Sede della mensa scolastica


CIVITA CASTELLANA - Pagamenti a singhiozzo, la maggior parte delle volte corrisposti in ritardo, buste paga non sempre corrette. ''Ogni mese la stessa storia'': è il coro di protesta che si leva da parte delle dipendenti della Slem,  la società che ha in appalto il servizio di mensa scolastica del Comune di Civita Castellana e che, all'ennesimo ritardo, chiedono a gran voce maggiore puntalità nei pagamenti.

''Siamo al 5 di dicembre (ieri ndr) - commenta una ragazza - e metà delle dipendenti non ha ancora ricevuto lo stipendio di ottobre. In pratica quattro sono state pagate, le altre quattro ancora no. Ci stiamo avvicinando alla scadenza di dicembre, temiamo un Natale senza stipendio, siamo stanche di questo tira e molla''. 

Quella raccontata dalle otto dipendenti in servizio alla Slem sembra una storia destinata a ripetersi. Era circa un anno fa quando, a Viterbonews24, avevano raccontato la medesima situazione: mesi che si accavallano e stipendi che non arrivano. Il problema, da quello che raccontano le dipendenti, va a sommarsi ad una totale chiusura dell'azienda, che pare abbia tagliato qualsiasi forma di comunicazione.

''Una situazione insostenibile che si protrae da due anni -  lamentano in coro le lavoratrici -. Sebbene da contratto è previsto il pagamento degli stipendi entro la fine del mese, ad oggi alcune di noi non hanno ancora visto accreditarsi la busta paga. Quello che chiediamo all'azienda è una maggiore puntalità, visto che anche noi abbiamo delle scadenze da rispettare, il problema è che, ad oggi, è impossibile mettersi in contatto con la ditta e ogni nostro tentativo di contattare l'azienda risulta vano''.

Il servizio mensa scolastico che, è bene ricordarlo, rappresenta un presidio fondamentale per garantire l'estensione del tempo pieno assicurando a tutti i bambini un pasto caldo, nel comune di Civita Castellana assicura 220 pasti al giorno più nove pasti sociali, reso possibile grazie al lavoro di queste instancabili operatrici. Ora la misura è colma.

 
Anche il sindacato di rappresentanza, diretto da Guido Calà della Fisascat Cisl, ha deciso di intervenire con veemenza: ''Chiediamo che vengano rispettate le scadenze - ha detto il segretario generale - perchè le lavoratrici hanno diritto di sapere quando saranno pagate, la puntualità è importante. Ad aprile 2023 scrivemmo alla società affinchè si risolvessero alcune problematiche relative ad un errato conteggio delle ore lavoro: ad alcune dipendenti mancavano ore di lavoro effettive, sostituite con ore di ferie/permessi; inoltre, dalle buste paga delle lavoratrici mancava la retribuzione relativa a settembre 2022 per i lavori di pulizia fatti prima dell’avvio del servizio. In quel mese incontrammo il responsabile di zona che si rese disponibile alla risoluzione delle problematiche esposte. Dopodichè più nulla''. 

Da quello che racconta Calà, dopo un'iniziale interlocuzione con i vertici aziendali, anche al sindacato sono state sbarrate le porte. Nessuna risposta a telefonate, mail o pec. ''Abbiamo coinvolto il Comune di Civita Castellana - ha ribadito Calà - richiamandolo alle sue responsabilità in solido per l’appalto, ma dal mese di settembre non abbiamo ricevuto più feedback dall'Ente. Per questo abbiamo deciso di richiedere l’intervento dell’ufficio del lavoro per convocare le parti interessate''. ''Da parte nostra - conclude - continueremo a sostenere le lavoratrici e a fare in modo di evitare ulteriori licenziamenti''.

Da quanto raccontano le dipendenti, infatti, alcune di loro hanno deciso di lasciare il posto di lavoro in quanto la situazione economica era diventata insostenibile.''Nonostante ciò - concludono - anche se siamo un po' demoralizzate, fronteggiamo i problemi nel migliore dei modi, portando sempre a termine il nostro lavoro''






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