

TUSCANIA – Iniziato ieri, sabato 30 maggio, il progetto “Libertà e Disciplina”, il dialogo artistico tra Kossuth e Kokocinski tra Città della Pieve e Tuscania, mettendo in relazione le opere dei due artisti attraverso un confronto tra libertà e regole. La mostra si articola tra Spazio Kossuth e lo Studio Kokocinski, un progetto espositivo in due sedi.
Domenica 30 maggio le figlie di Kokocinski, hanno scritto un comunicato per la loro complicata situazione riguardo agli eventi legati al nome del padre.

“Sentiamo il bisogno di condividere alcune precisazioni e il nostro punto di vista, come figlie dell'artista e come persone che hanno condiviso con lui un lungo percorso umano e artistico.
Noi, Maya e Sara Kokocinski, figlie dell'artista Alessandro Kokocinski, sentiamo oggi il dovere morale di rendere pubblica una situazione che da anni ci ferisce profondamente, sia sul piano umano che culturale. Nonostante le sentenze favorevoli ottenute e quanto previsto dallo statuto della Fondazione dedicata a nostro padre, continuiamo a essere escluse dalla gestione della sua memoria artistica e culturale.
Questa esclusione non riguarda soltanto vicende familiari private, ma investe direttamente la tutela dell'eredità morale e artistica di Alessandro Kokocinski, artista di rilievo internazionale, la cui opera appartiene anche alla storia culturale del nostro Paese.
Nel caso di Maya Kokocinski, il legame con il padre è stato profondo, continuo e documentato nel tempo. Padre e figlia hanno condiviso anni di lavoro artistico, esperienze di vita, viaggi, mostre e percorsi creativi comuni, fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia. La loro storia attraversa l'esilio, il Sudamerica, l'emigrazione e la ricostruzione di una vita attraverso l'arte. Non si tratta dunque di una presenza marginale o episodica, ma di un rapporto umano e artistico che ha accompagnato decenni della loro esistenza.

Negli ultimi anni della vita di Alessandro Kokocinski, durante la relazione con la sua ultima compagna, il rapporto con le figlie è stato progressivamente ostacolato, fino a una dolorosa esclusione umana e familiare che oggi si riflette anche nella gestione della memoria pubblica dell'artista e della Fondazione che porta il suo nome.
Riteniamo grave che le figlie dell'artista vengano sistematicamente tenute ai margini delle iniziative culturali dedicate al padre, della sua memoria pubblica e delle decisioni relative alla sua eredità artistica. In un momento particolarmente delicato per la Fondazione dedicata ad Alessandro Kokocinski, avremmo auspicato un percorso improntato alla condivisione, alla trasparenza e al rispetto delle figure direttamente legate alla sua storia umana e artistica
Non chiediamo privilegi, ma rispetto, rispetto delle sentenze, dello statuto, della trasparenza, e della verità storica e affettiva. Crediamo che la memoria di un artista non possa essere amministrata attraverso dinamiche di esclusione personale, ma debba restare un patrimonio condiviso, aperto e accessibile a chi ne custodisce autenticamente la storia.
Essere oggi cancellate dalla memoria pubblica di nostro padre, come se la nostra presenza nella sua vita e nel suo lavoro non fosse mai esistita, rappresenta per noi una ferita profonda non solo sul piano personale, ma anche su quello storico e culturale. Con questo appello chiediamo alle istituzioni competenti, al mondo culturale e agli organi di stampa di prestare attenzione a quanto sta accadendo.
La memoria di Alessandro Kokocinski merita verità, dignità e trasparenza”.
Maya Kokocinski
Sara Kokocinski