ANNO 16 n° 273
''Le coltellate potevano uccidere''
Con la testimonianza del consulente continua il processo per il tentato femminicidio di Capranica
24/03/2022 - 11:24

di Andrea Stefano Marini Balestra

CAPRANICA - Il dr. Antonio Maria Lanzetti, consulente della Procura, ieri ascoltato come teste nel processo penale nei confronti di Alberto Agnello accusato di aver accoltellato una donna a Vetralla due anni fa, ha dichiarato che le ferite inferte potevano essere mortali per la violenza praticata e per le parti del corpo dove vennero inferte.

Così la posizione dell’ex poliziotto Agnello si aggrava davanti al Collegio del Tribunale presieduto dalla Dr.ssa Elisabetta Massini, in quanto, per quanto ancora riferito dal dr. Lanzetti, alla vittima sono residuate lesioni permanenti quali disfunzioni polmonari, pericardite e disturbi psichiatrici.

Come si ricorderà, tutto avvenne a Vetralla nel gennaio 2021 quando la donna di origine polacca, compagna dell’imputato, ma stanca delle sue angherie, decise di lasciarlo e pertanto raccolse le sue cose in due valigie quando venne colpita dalla furia dell’uomo che non si rassegnava alla fine del rapporto. Nonostante le ferite, la donna riuscì ad uscire di casa e chiedere aiuto. Una vicina di casa la soccorse e chiamò le forze dell’ordine ed il soccorso medico. Per l’uomo si aprirono le vie del carcere dove è tutt’ora detenuto.

In difficoltà la difesa dell’imputato che sostiene come impossibile una tanta violenza usata da un soggetto in cura con psicofarmaci, tesi però, smentita dai periti.

Alla prossima udienza, fissata per il 25 maggio saranno ascoltati i testi della difesa, nonchè l’imputato che darà la sua versione dei fatti.






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