ANNO 16 n° 272
Le Case cantoniere ritornano in vita
Gli edifici rossi di Montefiascone e Nepi assegnati dalla Regione
01/03/2017 - 07:38

MONTEFIASCONE – Le Case cantoniere della Tuscia ritrovano vita e si mettono al servizio del sociale. In queste strutture storiche, famose per il loro colore rosso pompeiano, una volta importanti punti di controllo territoriale e stradale ma da anni abbandonati, nasceranno dei centri di riferimento per i cittadini del Viterbese. Oggetti del bando regionale nel 2016, le case cantoniere di Montefiascone e Nepi, hanno infatti trovato nuova ragion d’essere. La loro gestione è stata affidata a due cooperative che si occuperanno, per ben 6 anni, della loro manutenzione, ristrutturazione e funzionalità collettiva.

''Progetto sociale di riabilitazione per minori e adulti con autismo o disabilità''. Questa l’idea della cooperativa sociale Alice alla quale la Regione Lazio ha deciso di affidare la Casa cantoniera di Montefiascone (Cassia, km 94,600).

Tutto rivolto all’accoglienza e all’integrazione dei migranti è invece il progetto presentato al bando regionale dalla cooperativa sociale Splendid che si è aggiudicata la Casa cantoniera di Nepi. Nell’edificio infatti sorgerà un ''centro di integrazione sociale dei profughi, in un’ottica di genere per l’accoglienza, la formazione linguistica e l’inserimento lavorativo di madri profughe con figli minori''.

Inserite nel bando della Regione Lazio, pubblicato e scaduto nel 2016, anche altre Case cantoniere ex Anas, di proprietà regionale, sul territorio della Tuscia. In attesa di assegnazione sono infatti ancora le casette rosse di Sutri (Cassia, km 48,546 e km 50,562) e un’altra di Montefiascone (Cassia, km 94,174).




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