ANNO 16 n° 275
L'azione del comitato in difesa dell'ospedale non convince
I consiglieri comunali di minoranza:''perché limitarci al “Gazebo” di protesta?''
23/08/2011 - 11:28

''Abbiamo preso visione del “GAZEBO” posto in piazza G. Fabrizio in occasione delle quattro giornate per la Civiltà Contadina ed Artigianale, con particolare riguardo al volantino elaborato per lo scopo, e che ha formato oggetto di articoli di stampa''.

Inizia così la lettera dei Consiglieri comunali di minoranza F. Ferri, A.Brenci, A. Bedini, S.Iacoponi.

''Ogni azione a tutela e difesa dell’Ospedale è sempre ben accetta. Consentiteci, tuttavia, di fare alcune brevi considerazioni''.

''La vostra azione continua ad essere volutamente in negativo, ossia vengono evidenziati anche con slogan, gli aspetti giudicati negativi dell’azione di riordino della rete ospedaliera regionale, con particolare riguardo agli effetti sull’Ospedale di Acquapendente. Ed allo stato dei fatti, questo è''.

''Ma per dare forza all’impegno comune che ha consentito di elaborare una concreta proposta integrativa, votata all’unanimità da tutti i sindaci della Provincia e completata di recente con la richiesta del Distretto Montano ed Ospedale Montano, proposta che a nostro parere offrirebbe le adeguate garanzie per fare fronte a tutte le più ampie manifestazioni di emergenza ed urgenza, occorre che tutta la popolazione sia adeguatamente informata, condivida la proposta e si impegni a sostenerla con ogni mezzo''.

''Ed allora perché limitarci al “Gazebo” di protesta - continuano i consiglieri -, ed invece non muoverci nel senso sopraindicato, che, a nostro parere, rappresenta l’unica vera possibilità di soluzione soddisfacente per garantire ai cittadini di tutto l’Alto Lazio l’assistenza adeguata di cui hanno bisogno? Perché non agire in maniera più convincente verso tutti i cittadini?

Anche Rieti si sta convincendo che per l’Ospedale di Subiaco l’unica soluzione è quella che è già stata proposta da Acquapendente. Unire gli sforzi, potrebbe essere migliore garanzia di successo''.

''Abbiamo chiesto, da tempo, un consiglio comunale “APERTO” per pubblicamente dibattere a tutto campo sul problema ospedale davanti a tutta la cittadinanza: siamo in attesa che lo stesso venga quanto prima convocato''.

''Siamo andati in Regione e per la prima volta abbiamo potuto parlare senza riserve davanti a tutti i rappresentati regionali del territorio ( Presidente Mandarelli, Consiglieri Parroncini, Gigli, Battistoni, Rodano, Peruzzi). Era presente anche un rappresentante del Comitato pro-ospedale.

E’ tempo di muoverci, sia verso la Regione per ottenere

quanto richiesto, sia verso il Direttore Generale della AUSL di Viterbo, affinchè blocchi l’azione vergognosa di scadimento che sta portando avanti, senza offrire nulla di ciò che la LEGGE ci garantisce. E’ in questa direzione che bisogna agire subito e con forza: le ingiustizie fatte ad Acquapendente ed i vantaggi inopinatamente garantiti ad altre strutture che il piano di riordino aveva declassato più di Acquapendente, non possono rimanere lettera morta''.

''Altrimenti - concludono -prima o poi il guaio serio capita, ed allora la giustizia sarà inesorabilmente chiamata a fare il proprio dovere. Non aspettiamo la disgrazia senza fare nulla. La nostra coscienza non può consentircelo''.

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