


VITERBO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio (la Proposta di deliberazione consiliare n. 40 del 10 dicembre 2019).
Il voto finale è arrivato al termine di una seduta iniziata martedì 28 luglio e conclusa ieri, dopo sei sessioni di aula, in cui sono stati approvati circa 130 emendamenti sugli oltre 700 presentati. Alcuni di questi hanno innescato ampi dibattiti, come quelli sulla definizione degli ambiti territoriali ottimali (Ato) e quelli sui termovalorizzatori. Il nuovo Piano si articola in quattro parti: la ''Sezione Rifiuti Urbani'', che ha impegnato maggiormente l'Aula, con cinque sedute dedicate; la ''Sezione Rifiuti Speciali''; la ''Sezione Criteri di Localizzazione''; infine, la ''Valutazione ambientale strategica'' (Vas).
Soddisfatto il consigliere regionale del Pd, Enrico Panunzi: 'Il nuovo piano di gestione dei rifiuti 2019-2025 è uno strumento ambizioso, che punta all'economia circolare e all'autosufficienza degli Ambiti territoriali ottimali (Ato)'.
'La Regione - continua Panunzi - si dota di un dispositivo legislativo fondamentale che prevede azioni di contrasto alla produzione dei rifiuti e iniziative di sviluppo della raccolta differenziata. Nel concreto: si punta al 70% di differenziata entro il 2025; si dice no agli inceneritori; si ha l'obiettivo di chiudere il ciclo dei rifiuti all'interno del Lazio e dei singoli Ato. Sono quindi messi in campo investimenti e iniziative per una prospettiva di medio e lungo termine, per tutelare i nostri territori e i cittadini che vi abitano'. Il vice presidente della X commissione esprime poi soddisfazione per aver visto riconoscere i principi espressi in due suoi emendamenti.
Il primo, riformulato dalla Giunta, prevede che ''nelle more dell'attuazione del piano e quindi dell'autosufficienza di ciascun ambito, il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati o derivanti dal loro trattamento è ammesso in ambiti territoriali limitrofi. Ma l'Ato deficitario dovrà corrispondere, all'Ato che si farà carico dei rifiuti, un incremento di costo. Tale incremento, tenendo conto di ragionevoli tempi di adeguamento, sarà applicato dall'1 gennaio 2022 in termini del 5%, progressivamente in aumento di pari misura ogni anno. Fino alla definizione di specifiche modalità del sistema degli Ato, viene fatto riferimento a quanto previsto dall'articolo 205, comma 3, del D. Lgs. 152/2006. Le maggiori somme che saranno versate, verranno riconosciute agli Ato, o alle province fino allo loro costituzione, e ai comuni sede d'impianto''.