

Anche oggi, come nei giorni scorsi, l’avvocato Enrico Valentini ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito alla brutta faccenda che vede il collega Mario Rosati indagato per favoreggiamento personale, violenza e minacce a pubblico ufficiale.
“Mario (è così che lo chiama visti i rapporti di profonda amicizia che li lega da anni, ndr) ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero”. Così il legale all’uscita dagli uffici della Procura viterbese. Lì dove, questa mattina, si è svolto l’interrogatorio condotto dal sostituto Franco Pacifici.
Rosati e Valentini, che hanno condiviso il processo sul giallo di Gradoli in qualità di difensori di Paolo Esposito - l’elettricista condannato in Corte d’assise al carcere a vita per il duplice omicidio della compagna Tatiana Ceoban e della figliastra Elena – sono arrivati in via Falcone e Borsellino intorno delle 10 e, una ventina di minuti più tardi, erano già davanti al pm Pacifici.
“L’interrogatorio è durato una quarantina di minuti. Mario ha risposto a tutte le domande. Quello che posso affermare con assoluta certezza è la sua completa estraneità a quanto gli viene contestato”. Ovvero il tentativo di indurre il teste Gianfranco Righi a cambiare testimonianza per scagionare Esposito dall’accusa di omicidio; e i toni minacciosi che Rosati - insieme ai genitori dell’elettricista di Gradoli, Enrico e Maria - avrebbe usato nei confronti dell’assistente sociale Angela Poscia, incaricata di redigere la relazione sulla piccola Erika, la figlia di Paolo e Tania data poi in affidamento ad una casa famiglia.
“Nonostante il dispiacere credo nelle istituzioni e sono convinto che presto si farà chiarezza”, aveva dichiarato l’avvocato Rosati un paio di giorni fa.
Per il momento, quindi, non resta che attendere “gli sviluppi delle indagini”, ha concluso Valentini.