ANNO 16 n° 272
L'Aurelia tra le strade statali meno sicure
Lo rivela uno studio dell'Automobile Club d'Italia per il Corriere della Sera
28/10/2014 - 00:08

VITERBO – Tra le strade statali più pericolose del Paese c’è anche l’Aurelia, che da Roma attraversa la Toscana e arriva fino in Liguria, al confine con la Francia. Insieme all’Adriatica, che da Padova arriva sino a Otranto, alla via Emilia, che congiunge Milano a Rimini  e ad altre nove strade extraurbane, l’Aurelia è una delle arterie non solo più antiche, famose e trafficate, specie d’estate, ma anche una delle più rischiose secondo uno studio realizzato dall’Automobile club d’Italia su dati Istat per il Corriere della Sera .

E’ stata stilata una vera e propria mappa del rischio in Italia per chi si mette in viaggio. I criteri di calcolo hanno tenuto conto della lunghezza delle strade (almeno 100 chilometri per quelle nazionali, ndr) e della pericolosità avendo come faro l’indice di mortalità che esprime il numero dei morti ogni 100 incidenti.

Da questa analisi è emerso che nel 2012 nel nostro Paese ci sono stati 186.726 incidenti che hanno provocato 3.653 morti, con un tasso di mortalità medio di 1,96. Nelle strade statali questo indice è più che doppio (3,99) perché i morti sono stati 1.158 in seguito a 29.007 scontri. Nello specifico, sul tratto laziale dell’Aurelia, sempre in riferimento allo stesso anno, si sono verificati 3.175 incidenti, di cui 117 mortali, per un indice di mortalità pari al 3,68 punti percentuali.

''Malgrado il calo dei morti di questi anni grazie al miglioramento della sicurezza nelle auto e all’adeguamento di alcune infrastrutture, c’è molto ancora da fare - spiega Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci - perché abbiamo un parco circolante fra i più vecchi d’Europa e fa riflettere che la pericolosità delle strade vari di molto nelle regioni”. Infatti in Calabria l’indice di mortalità è del 7,29, in Basilicata è del 10,09 mentre in Liguria scende a 1,48.

''Sarebbe importante che nelle statali ci fossero doppie corsie separate per senso di marcia - conclude Sticchi Damiani - ma spesso pur volendo non si può e allora ci vorrebbero più controlli elettronici per la velocità come in autostrada, più rotatorie dove ci sono incroci, più illuminazione e più manutenzione dell’asfalto''.

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